Prosegue il gradimento dei miei lavori e questo non può che farmi felice. Questa volta la recensione verte su 'The Dreamer' e traccia un quadro piuttosto ampio su tutta la sua trama:
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E' un genere di nicchia, quello fantascientifico, e questo romanzo lo
rappresenta appieno. Infatti i luoghi, le situazioni vengono presentati
come realmente esistenti e scientificamente possibili.
Già dal titolo s'intravede il succo della trama: The Dreamer è il sogno
per eccellenza, la fantascienza personificata. Perché? Perché il sogno,
come la mente lo può immaginare, è una vera e propria realtà grigia,
spoglia e priva del sogno stesso!
È la tesi e l'antitesi di se stesso.
Quindi, in un mondo privo di ogni forma di vita dove appena s'intravede
una forma embrionale di società (e quindi di relazione fra gli esseri
viventi) questa si trova a dover fare i conti con una realtà parallela,
una rete, che è il punto di partenza e di arrivo di tutto il romanzo.
I personaggi chiave sono quattro: il tenente Jack Buchinsky, un tipo
burbero, restio ad ogni forma di tecnologia, che vuole restare fuori da
questa realtà cibernetica e si accontenta di andare "ancora là fuori per
le strade ormai deserte di New York a combattere il crimine vero"; il
Tenente Rachel Monroe, che insieme a lui deve "indagare sul fenomeno che
si è verificato quest'oggi nella rete internet mondiale"; il mafioso
Hiroshi Tsunenaga, che vive in un Giappone completamente allagato, a
Fugi City, dove "le popolazioni nipponiche sopravvivevano, sgomitando
come pesci in una rete sempre più stretta" e un' imprenditore di
Pretoria, Obike Ondimba, titolare di un'azienda e creatore, in parte,
della rete iperlan dove avviene un "evento eccezionale" che coinvolge
tutte le persone collegate in quel momento.
I protagonisti si muovono quindi in questa realtà malata e
contraddittoria per risolvere il problema creato nella rete. Ansia,
colpi di scena e preoccupazioni al limite tra un thriller e un romanzo
poliziesco, fanno da contorno ad una storia ambientata nel futuro come
se questo fosse attuale, come fosse già entrato a far parte dell'essere
umano (per trasformarsi), molto prima che accada.
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Ringrazio nuovamente il portale Aphorism.it per le gentili parole e l'impegno profuso nei miei riguardi.
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martedì 28 gennaio 2014
venerdì 24 gennaio 2014
Il peso del Metallo - Recensione
Questa mattina mi è arrivata notizia di una nuova recensione, a cura del portale Aphorism.it, che riporto molto volentieri:
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Quattro amici con la passione per la musica, coltivata nel tempo libero, dopo il lavoro e gli impegni famigliari, quattro amici che si trovano insieme per suonare nella cantina di Walter, il protagonista, senza troppe ambizioni e senza grandi speranze.
Ma sarà proprio Walter che, acquistando su internet una chitarra speciale, con una forma strana ed insolita, darà l'avvio a questa incredibile storia.
La chitarra saprà far suonare Walter come non ha mai fatto, ed insieme alla sua band, lo farà diventare un vero fenomeno musicale, passando dall'oscurità del loro fare musica da dilettanti, al palcoscenico dei concerti nazionali ed internazionali.
Ma non è solo grazie alla musica che il successo li corteggerà, o per lo meno, non solo grazie alla musica: avvenimenti sospetti, incidenti macabri che hanno luogo durante i loro concerti, catalizzeranno l'attenzione e la morbosità dei media, facendo lievitare il loro successo e la loro popolarità.
Eppure c'è sempre l'altra faccia della medaglia da considerare in tutte le cose e con questo lato oscuro e disperato, Walter dovrà confrontarsi, prendere coscienza e poi, coerentemente, decidere.
La storia è accattivante, chiaramente delineata e pervasa - come un sottofondo costante - dal rumoroso irrompere della musica prediletta, così disperatamente amata, così a lungo inseguita: musica sotto le parole e musica dentro l'anima.
Riconosciamo all'autore la capacità di incuriosire e far avvicinare a questo genere di musica anche quanti ne hanno solo sentito parlare.
Sicuramente un libro dedicato a chi non ha paura di vivere con entusiasmo.
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Un bella sferzata per la mia voglia di scrivere e di tenere duro, non c'è che dire...
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Quattro amici con la passione per la musica, coltivata nel tempo libero, dopo il lavoro e gli impegni famigliari, quattro amici che si trovano insieme per suonare nella cantina di Walter, il protagonista, senza troppe ambizioni e senza grandi speranze.
Ma sarà proprio Walter che, acquistando su internet una chitarra speciale, con una forma strana ed insolita, darà l'avvio a questa incredibile storia.
La chitarra saprà far suonare Walter come non ha mai fatto, ed insieme alla sua band, lo farà diventare un vero fenomeno musicale, passando dall'oscurità del loro fare musica da dilettanti, al palcoscenico dei concerti nazionali ed internazionali.
Ma non è solo grazie alla musica che il successo li corteggerà, o per lo meno, non solo grazie alla musica: avvenimenti sospetti, incidenti macabri che hanno luogo durante i loro concerti, catalizzeranno l'attenzione e la morbosità dei media, facendo lievitare il loro successo e la loro popolarità.
Eppure c'è sempre l'altra faccia della medaglia da considerare in tutte le cose e con questo lato oscuro e disperato, Walter dovrà confrontarsi, prendere coscienza e poi, coerentemente, decidere.
La storia è accattivante, chiaramente delineata e pervasa - come un sottofondo costante - dal rumoroso irrompere della musica prediletta, così disperatamente amata, così a lungo inseguita: musica sotto le parole e musica dentro l'anima.
Riconosciamo all'autore la capacità di incuriosire e far avvicinare a questo genere di musica anche quanti ne hanno solo sentito parlare.
Sicuramente un libro dedicato a chi non ha paura di vivere con entusiasmo.
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Un bella sferzata per la mia voglia di scrivere e di tenere duro, non c'è che dire...
lunedì 4 giugno 2012
Un altra piccola coccarda...
Oggi, sulla home page del sito Aphorism.it, potrete trovare esposto un altro mio racconto, che è stato selezionato tra quelli che ho pubblicato nella mia scheda personale. E' già la seconda volta che un mio scritto viene promozionato su questo portale, ma questa volta il tema del racconto scelto non ha nulla a che fare con il genere fantascientifico.
Datemi un martello è stato una sorta di esperimento, una sfida proposta dall'amico Natale Figura, per entrare in un'antologia che aveva come argomento il condominio e le sue dinamiche.
Naturalmente ho approfittato di questa occasione per sviscerare tematiche che solitamente non affronto, ma che mi hanno permesso di trattare con maggiore enfasi i rapporti, spesso difficili tra i vari condomini, trasformando una convivenza sofferta tra dirimpettai in un qualcosa di estremo.
Queste piccole soddisfazioni non fanno che giovare al mio umore e non possono che spronarmi a continuare a scrivere e a sperimentare nuovi argomenti, temi sempre diversi. Chissà, magari dopo la fantascienza e la musica potrei provare con la cronaca nera? Vi lascio alla lettura del brano e aspetto i vostri commenti e le vostre critiche, sempre ben accette se costruttive.
Datemi un martello è stato una sorta di esperimento, una sfida proposta dall'amico Natale Figura, per entrare in un'antologia che aveva come argomento il condominio e le sue dinamiche.
Naturalmente ho approfittato di questa occasione per sviscerare tematiche che solitamente non affronto, ma che mi hanno permesso di trattare con maggiore enfasi i rapporti, spesso difficili tra i vari condomini, trasformando una convivenza sofferta tra dirimpettai in un qualcosa di estremo.
Queste piccole soddisfazioni non fanno che giovare al mio umore e non possono che spronarmi a continuare a scrivere e a sperimentare nuovi argomenti, temi sempre diversi. Chissà, magari dopo la fantascienza e la musica potrei provare con la cronaca nera? Vi lascio alla lettura del brano e aspetto i vostri commenti e le vostre critiche, sempre ben accette se costruttive.
mercoledì 1 febbraio 2012
Un racconto in prima pagina...
Da domani finirò in prima pagina sul portale Aphorism con un mio racconto, pubblicato in uno dei manuali di Faith Empire. Sono sinceramente stupito da questa piacevole sorpresa e non mi aspettavo che un mio lavoro fosse selezionato e messo in home page, un po' perché è sempre difficile per me riuscire a emergere dalla melma di internet e della provincia natia e un po' per scarsa fiducia nei miei mezzi. In fondo sono agli inizi di un percorso che a mio avviso deve ancora superare diverse tappe formative, prima tra tutte, la possibilità di raggiungere un maggior numero di lettori, però, almeno per il momento, mi godo questo piccolo spazio, questo angolo illuminato da un occhio di bue virtuale su questo sito. Chissà, magari è un altro piccolo passo verso qualcosa di più ampio...
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