A volte mi sono interrogato sul senso di un gesto insensato, dettato dalla malattia di un singolo individuo, alle prese con le sue turbe, le sue frustrazioni e ne ho ricavato una serie di convincimenti, di discussioni e di scritti.
Ora mi sento di osservare, con una visuale più ampia, le follie, che in questi giorni si sono succedute in questo mondo sempre più compresso tra la ricerca spasmodica di sensazionalismo e l'efferatezza dell'uomo verso il prossimo.
Che si parli di incoscienza cinica, di cattivi o mancati investimenti, di azioni dettate da un credo religioso, piuttosto che dal cinico opportunismo politico, a rimetterci sono, nel piccolo come nel grande, persone, uomini, donne e bambini inermi, innocenti. Mi chiedo a questo punto se stiamo accettando supinamente questo nuovo livello di pazzia. Quella domestica ci devasta e quella globale, troppo spesso, rischia di lasciarci indifferenti o al massimo, ci porta a asserire, esclamare il nostro dissenso e nulla più. Credo che sono nelle azioni, nei gesti, anche queste infamie vadano combattute, cominciando a chiamarle con il loro nome: follie.
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lunedì 18 luglio 2016
mercoledì 30 marzo 2016
La follia è dietro l'angolo...
Credo che la nostra società moderna abbia intrapreso il viale del
tramonto, così come in passato le civiltà progredite siano pian
piano andando alla deriva, estremizzando il benessere e, al contempo
il male di vivere. Oggi, vagando per la Metro, mi sono imbattuto in
un signore di mezza età, che con le cuffie a tutto volume, ascoltava
musica distorta. Intanto, con la mano a forma di manubrio,
inneggiava, come ad un concerto, mormorando frasi senza senso. Non
era pericoloso certo, ma di sicuro le sue manifestazioni di tripudio
non facevano ben sperare per la sua sanità mentale. L'ennesimo
prodotto di una periferie isterica, oppure il sano ribellarsi alle
consuetudini, inneggiando il Punk Rock? Non mi è dato saperlo, di
certo, se uno dovesse prender nota di tutte le stranezze che
incontri, non ti basterebbe una vita per descriverle tutte...
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