Da qualche mese a questa parte, la polemica sulla nuova produzione Netflix dedicata agli iconici personaggi della saga di The Witcher, non accenna a placarsi.
Dall'estetica ai costumi, dall'età dei personaggi, persino al numero di spade in possesso del protagonista, Geralt di Rivia, intepretato da Henry Cavill. Se da un lato è comprensibile l'interesse verso una saga che ha riscosso un successo planetario, dall'altro forse risulta un po' prematuro scagliarsi verso una produzione che di fatto non ha ancora mostrato nulla di concreto a livello di trama o di prodotto, forse risulta eccessivo. Io sono personalmente molto curioso di vedere cosa arriverà sugli schermi, poi magari si potrà giudicare o criticare, basandosi su fatti oggettivi...
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martedì 2 luglio 2019
mercoledì 8 giugno 2016
Polonia e videogiochi, connubio perfetto...
E' di questi giorni la notizia che il governo polacco finanzierà,
con un fondo di circa 18 milioni di euro, le nuove realtà su
territorio che si proporranno di effettuare ricerca e sviluppo nel
settore videoludico.
Forte del successo di una delle aziende polacche, CDProjekt RED, con il filone di The Witcher, il governo sta gettando le basi per avviare un ciclo virtuoso atto a potenziare il sottobosco, già nutrito, di aziende che operano anche a livello internazionale, convinti che ci siano spazi di manovra e di ritorno economico, verso una realtà industriale sicuramente atipica, ma dal potenziale molto elevato.
Credo, almeno nel vecchio continente, ci sia bisogno di questo tipo di iniziative, anche perché è facile intuire come il settore dei videogiochi non abbia ancora smarrito la strada della redditività, anzi, sia in grado, indipendentemente dalla piattaforma, di generale prodotti, ma sopratutto utili. Chissà che questo buon esempio non si diffonda anche altrove...
Forte del successo di una delle aziende polacche, CDProjekt RED, con il filone di The Witcher, il governo sta gettando le basi per avviare un ciclo virtuoso atto a potenziare il sottobosco, già nutrito, di aziende che operano anche a livello internazionale, convinti che ci siano spazi di manovra e di ritorno economico, verso una realtà industriale sicuramente atipica, ma dal potenziale molto elevato.
Credo, almeno nel vecchio continente, ci sia bisogno di questo tipo di iniziative, anche perché è facile intuire come il settore dei videogiochi non abbia ancora smarrito la strada della redditività, anzi, sia in grado, indipendentemente dalla piattaforma, di generale prodotti, ma sopratutto utili. Chissà che questo buon esempio non si diffonda anche altrove...
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