Oggi cade uno di quegli anniversari che preferirei tanto non ricordare, eppure, nonostante siano passati ormai dieci anni, tutto è ancora così vivido nella mia memoria.
Gli scossoni, le urla della gente impaurita, l'odore dei circuiti elettrici andati in corto, il senso di impotenza e l'impossibilità di uscire dalle carrozze deformate dall'interminabile corsa su un fianco.
Poi i soccorsi, il senso di vuoto nel vedere quei teli bianchi distesi a pochi passi da te, la tensione che a poco a poco lascia la paura, il panico per ogni singola vibrazione avvertita, su un mezzo in movimento e il ricordo, incancellabile, immutato nel tempo e nello spazio, che rivivo come uno spezzone di un cortometraggio ripetuto all'infinito, sempre così uguale, eppure, immancabilmente così terrificante. Sono sopravvissuto, con le mie cicatrici e tanta voglia di vivere, di sopravvivere a me stesso e alle mie paure.
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lunedì 15 settembre 2014
venerdì 26 luglio 2013
I brutti ricordi riaffiorano...
Di fronte alle immagini devastanti dell'incidente ferroviario a Santiago de Compostela, in Spagna, la mente purtroppo ritorna a quel lontano 13 Settembre del 2004.
Allora come oggi, ogni volta che vedo certe immagini, o anche solo sento uno scossone di troppo su uno scambio, mi sale un nodo alla gola, che solo la paura può generare.
Un sentimento tanto potente quanto implacabile, imprevedibile nelle sue reazioni a caldo e anche dopo così tanto tempo. E' a causa di quel fatto, tanto spiacevole quanto incontrollabile che vivo tutt'ora nell'ansia e nella sofferenza, ma è stato ed è tuttora stimolo per scrivere, fonte di forza per andare avanti e proseguire il mio cammino di narratore itinerante. Il mio pensiero va alle vittime, nuove e vecchie e a chi deve e può fare qualcosa perché queste stragi non si ripetano.
Allora come oggi, ogni volta che vedo certe immagini, o anche solo sento uno scossone di troppo su uno scambio, mi sale un nodo alla gola, che solo la paura può generare.
Un sentimento tanto potente quanto implacabile, imprevedibile nelle sue reazioni a caldo e anche dopo così tanto tempo. E' a causa di quel fatto, tanto spiacevole quanto incontrollabile che vivo tutt'ora nell'ansia e nella sofferenza, ma è stato ed è tuttora stimolo per scrivere, fonte di forza per andare avanti e proseguire il mio cammino di narratore itinerante. Il mio pensiero va alle vittime, nuove e vecchie e a chi deve e può fare qualcosa perché queste stragi non si ripetano.
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