Nonostante passino gli anni e abbia cambiato molte delle mie consuete abitudini, il mio rapporto con le rotaie e i viaggi non cambia.
Se non faccio il pendolare su vecchi regionali, sono alle prese con treni super veloci, spesso in ritardo e con un'abitabilità media dei posti che lascia spesso a desiderare per una persona della mia corporatura.
Insomma, viaggiare per me diventa sempre più un peso difficile da sostenere, eppure, nonostante i miei sforzi, alla fine finisco sempre su una di queste poltrone a vedere scorrere il panorama in un fluire più o meno rapido di immagini, come di fronte a un grande schermo in cui scorre la mia vita senza che io la riesca ad afferrare...
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mercoledì 5 dicembre 2018
giovedì 1 ottobre 2015
Oggi sarà soppresso - Si comincia...
Tanto per cambiare i disguidi 'ferroviari' hanno avuto la meglio sulla mia giornata. Però ho avuto modo di sfogarmi sulla tastiera. Questa è il primo assaggio di questo nuovo lavoro:
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Come ogni manuale che si rispetti, mi sento in dovere di fare una breve panoramica su quello che si andrà ad illustrare, tra le pagine di questa guida per pendolari in cerca di conforto.
Già, perché mai come questa categoria, troppo spesso vessata, ha bisogno di un sostegno pratico, oltre che morale, per affrontare i tanti, troppi disagi che deve quotidianamente superare.
E non mi riferisco solo a quelli che quotidianamente le società di trasporti, senza alcuna considerazione, propinano ai loro clienti. Vorrei fare riferimento a tutta una serie di luoghi caratteristici, di personaggi che si possono incontrare e di materiali, ovvero delle carrozze e dei treni che ci si trova costretti a frequentare durante le corse giornaliere per raggiungere il luogo di lavoro o di studio.
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Di questo passo, devo augurarmi altri ritardi? Magari no, ma questo spetta a voi dirlo...
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Come ogni manuale che si rispetti, mi sento in dovere di fare una breve panoramica su quello che si andrà ad illustrare, tra le pagine di questa guida per pendolari in cerca di conforto.
Già, perché mai come questa categoria, troppo spesso vessata, ha bisogno di un sostegno pratico, oltre che morale, per affrontare i tanti, troppi disagi che deve quotidianamente superare.
E non mi riferisco solo a quelli che quotidianamente le società di trasporti, senza alcuna considerazione, propinano ai loro clienti. Vorrei fare riferimento a tutta una serie di luoghi caratteristici, di personaggi che si possono incontrare e di materiali, ovvero delle carrozze e dei treni che ci si trova costretti a frequentare durante le corse giornaliere per raggiungere il luogo di lavoro o di studio.
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Di questo passo, devo augurarmi altri ritardi? Magari no, ma questo spetta a voi dirlo...
martedì 21 luglio 2015
Ferrovie dello Stato, dove l'inglese è un disservizio...
Si sa, la vita del pendolare non è proprio agevole. Ritardi, sbalzi di temperatura spesso insostenibili, passeggeri tutt'altro che educati, giusto per citare alcune delle ricorrenti mestizie che ci si ritrova a dover sopportare durante il viaggio. Ora però le Ferrovie dello Stato si sono 'inventate' un nuovo modo per arrecare fastidio: gli annunci automatizzati. All'inizio erano solo avvertenze, minacce di multe da parte del personale di bordo, che sempre più spesso cadono nel vuoto. Poi siamo passati ad annunci criptici, in cui vengono elencate, ad ogni fermata, coincidenze spesso improbabili. Ora non paghi di tutto questo vociare metallizzato, le comunicazioni di viaggio sono anche in inglese, per agevolare improbabili viaggiatori stranieri. Di certo l'unico effetto ottenuto è un caos costante, oltre ad un mal di testa garantito, per un servizio, ancora una volta, inutile. Basti pensare che per comporre i messaggi sono utilizzate tre voci registrate differenti, con volumi a volte alti, a volte appena sibilati, in una cacofonia praticamente incomprensibile. Mi auguro che questa nuova moda finisca presto in cantina e torni, insperato, un po' di buon senso.
lunedì 15 settembre 2014
Dieci anni, che non sembrano trascorsi...
Oggi cade uno di quegli anniversari che preferirei tanto non ricordare, eppure, nonostante siano passati ormai dieci anni, tutto è ancora così vivido nella mia memoria.
Gli scossoni, le urla della gente impaurita, l'odore dei circuiti elettrici andati in corto, il senso di impotenza e l'impossibilità di uscire dalle carrozze deformate dall'interminabile corsa su un fianco.
Poi i soccorsi, il senso di vuoto nel vedere quei teli bianchi distesi a pochi passi da te, la tensione che a poco a poco lascia la paura, il panico per ogni singola vibrazione avvertita, su un mezzo in movimento e il ricordo, incancellabile, immutato nel tempo e nello spazio, che rivivo come uno spezzone di un cortometraggio ripetuto all'infinito, sempre così uguale, eppure, immancabilmente così terrificante. Sono sopravvissuto, con le mie cicatrici e tanta voglia di vivere, di sopravvivere a me stesso e alle mie paure.
Gli scossoni, le urla della gente impaurita, l'odore dei circuiti elettrici andati in corto, il senso di impotenza e l'impossibilità di uscire dalle carrozze deformate dall'interminabile corsa su un fianco.
Poi i soccorsi, il senso di vuoto nel vedere quei teli bianchi distesi a pochi passi da te, la tensione che a poco a poco lascia la paura, il panico per ogni singola vibrazione avvertita, su un mezzo in movimento e il ricordo, incancellabile, immutato nel tempo e nello spazio, che rivivo come uno spezzone di un cortometraggio ripetuto all'infinito, sempre così uguale, eppure, immancabilmente così terrificante. Sono sopravvissuto, con le mie cicatrici e tanta voglia di vivere, di sopravvivere a me stesso e alle mie paure.
lunedì 10 dicembre 2012
Certo che così è proprio dura...
Oggi ho sperimentato sulla mia pelle il nuovo orario regionale, per recarmi al lavoro, e a dispetto dei commenti entusiastici dell'Assessore regionale ai trasporti, mi sento di dire per quello che ho visto e sentito oggi, che la situazione è tutt'altro che rosea.
Oltre a dover cambiare due treni sempre, sia per l'andata che per il ritorno con ovvi rischi di non agganciare tutti questi cambi, i tempi allungati per il tragitto da percorrere e la calca sulle poche carrozze rese disponibili per i tratti da me percorsi, hanno rasentato situazioni preoccupanti, anche per la sicurezza dei passeggeri, spesso ridotti a stare in piedi su carrozze inadatte ad accogliere così tante persone. Comunque, dopo molte traversie, sono riuscito ad arrivare al lavoro e a tornare a casa perdendo però un'ora per fare lo stesso tragitto. Di sicuro ne guadagnerà la produttività, ma che stress inutile per così poca strada...
Oltre a dover cambiare due treni sempre, sia per l'andata che per il ritorno con ovvi rischi di non agganciare tutti questi cambi, i tempi allungati per il tragitto da percorrere e la calca sulle poche carrozze rese disponibili per i tratti da me percorsi, hanno rasentato situazioni preoccupanti, anche per la sicurezza dei passeggeri, spesso ridotti a stare in piedi su carrozze inadatte ad accogliere così tante persone. Comunque, dopo molte traversie, sono riuscito ad arrivare al lavoro e a tornare a casa perdendo però un'ora per fare lo stesso tragitto. Di sicuro ne guadagnerà la produttività, ma che stress inutile per così poca strada...
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