Ogni tanto ho il piacere di leggere e recensire qualche libro di pregio, tra tutti quelli che in un modo o nell'altro, arpiono e smaltisco nella fatica delle notti insonni. Questa volta l'occhio stanco è caduto tra le pagine di questo nuovo lavoro di uno degli scrittori che più ho seguito nel tempo e che continuo ad apprezzare sempre di più. Si nota già dalle prime pagine la sua evoluzione linguistica, che riesce comunque a mantenere quella forza evocativa, nelle immagini dei paesaggi, nei volti dei suoi protagonisti e nella guerra, vera protagonista di questo testo, più che nelle precedenti occasioni.
Una bestia famelica, spietata, mossa da una fame indicibile, che non trova mai sazietà, alimentata più che dall'odio, dalla cupidigia, vera molla, almeno in questa occasione, tra le genti del Caucaso, così sapientemente descritte in queste pagine.
Non ho mai la pretesa di consigliare a nessuno una lettura in particolare o un autore per partito preso, però posso dirmi soddisfatto di questa storia, del suo autore e del messaggio di fondo che risiede tra le parole, mai banali, di questo romanzo.
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giovedì 10 luglio 2014
giovedì 7 novembre 2013
Nicolai Lilin - Oltre il clamore...
Ieri sera ho rivisto, quasi per caso, una persona veramente speciale, che in passato avevo avuto modo di conoscere alla presentazione del suo primo libro.
Potrei parlarvi delle sue qualità di scrittore o di tatuatore, ma sono già stati versati fiumi d'inchiostro sul suo conto e non ho l'ardire di eguagliare i critici e gli esperti che hanno dissertato su di lui.
Vorrei invece raccontarvi dell'uomo, della sua aurea pacata, dei suoi modi sempre gentili, affabili. Nonostante abbia di che vanagloriarsi, è sempre quel mite vate di sè stesso e della sua arte, racchiuso nel suo accento slavo, nel tono di voce appena oltre il sussurro.
Non so se avrò modo di incrociarlo ancora a Paratissima, dove espone nell'area SKINcodes alcuni dei suoi disegni, dei suoi 'lavori su pelle', ma vi consiglio di avvicinarsi alla sua arte e a lui, in particolare. La sua aurea benevola vi conquisterà.
Potrei parlarvi delle sue qualità di scrittore o di tatuatore, ma sono già stati versati fiumi d'inchiostro sul suo conto e non ho l'ardire di eguagliare i critici e gli esperti che hanno dissertato su di lui.
Vorrei invece raccontarvi dell'uomo, della sua aurea pacata, dei suoi modi sempre gentili, affabili. Nonostante abbia di che vanagloriarsi, è sempre quel mite vate di sè stesso e della sua arte, racchiuso nel suo accento slavo, nel tono di voce appena oltre il sussurro.
Non so se avrò modo di incrociarlo ancora a Paratissima, dove espone nell'area SKINcodes alcuni dei suoi disegni, dei suoi 'lavori su pelle', ma vi consiglio di avvicinarsi alla sua arte e a lui, in particolare. La sua aurea benevola vi conquisterà.
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