mercoledì 13 maggio 2015

Salone del Libro di Torino - Ormai, giusto per gli amici...

Domani apriranno le porte della consueta kermesse letteraria torinese e mi rendo conto di quanto sia cambiata la percezione e l'interesse verso questa manifestazione.
Prima, agli inizi dei miei tentativi editoriali ero tutto concentrato nel cercare di costruire quei contatti editoriali, tentando di penetrare il mondo editoriale in modo professionale, preparandomi a puntino, ricolmo di manoscritti e di tante speranze.
Ora, dopo tante delusioni, mi sono reso conto che è diventato un modo per incontrare qualche amico, qualche scrittore o comunque, non provando più quasi alcun interesse verso l'offerta del Salone. Starò invecchiando? Sono solo disilluso da questo mondo avaro di soddisfazioni? Forse è solo che ho iniziato a raccogliere i frutti di dieci anni di lavoro incessante e sento il bisogno solo di valorizzare l'aspetto umano di questo ambiente, tra i pochi, occasionali, compagni di speranza e di scrittura.

martedì 12 maggio 2015

2 Storie - Tutto ha un inizio, nella calura con una matita rossa...

In questo mese di Maggio, inaspettatamente caldo, sono arrivati i primi paragrafi corretti da parte del mio editor.
Nonostante l'impegno profuso e i vari passaggi effettuati in precedenza, spuntano qua e la parole segnate, errori, sviste da correggere.
Niente di grave in realtà, però credo non ci sia più ombra di dubbio, i miei scritti devono passare obbligatoriamente sotto la lente di ingrandimento di un professionista, prima di emergere al pubblico.
Si deve fare un salto di qualità e in qualche modo, anche se con tanta fatica, sono riuscito a raggiungere questo importante traguardo. Ora non resta che rimboccarsi le maniche e sistemare ogni parola al giusto posto.

lunedì 11 maggio 2015

Celestino V - Tra arte, cultura e creatività...

Quando mi è stata proposta la possibilità di partecipare, in veste di relatore, a una manifestazione rivolta in particolare ai giovani, si sono scatenati in me pensieri contrastanti.
Da un lato il timore, per non dire la paura, di parlare di fronte a una platea spesso difficile, esigenze, calata in un contesto che può facilmente risultare pesante. Dall'altro la voglia di comunicare la propria passione per l'arte, la cultura e la letteratura, condita con tutti i vezzi di un signore di mezza età che non ha mai smesso di essere giovane dentro.
Credo che imposterò il mio intervento proprio sulla creatività, sulla voglia di sognare e di tradurre le proprie intuizioni in un qualcosa di concreto, di gradevole agli altri, anche se tutto questo impegno costa fatica e spesso pochi riscontri.
Manca una settimana, ma almeno le idee, gli spunti e gli argomenti sono già pronti all'appello. Speriamo almeno di riuscire nell'intento di intrattenere e trasmettere al meglio il mio pensiero.

venerdì 8 maggio 2015

Torino, vista dal basso...

Quest'oggi è uscito sulla Stampa di Torino un articolo dello scrittore Culicchia, che in qualche modo si sente di rivalutare la sua città, con l'occhio rivolto al nuovo corso 'post olimpico' che, a dir suo, ha cambiato, in meglio, molti aspetti di questa metropoli.
Da semplice provinciale quale io sono, abituato a un clima piuttosto diverso, lontano ancora da questa città, che non percepisco ancora del tutto mia, non mi sento di condividere in toto il suo discorso.
Forse perché non mi limito a osservarla con gli occhi disincantati del turista, o con chi la riscopre nei suoi monumenti e negli splendidi musei, l'enorme patrimonio troppo spesso dimenticato. Guardo oltre, tra le pieghe dei palazzi anni '50, tra le aree ormai dismesse del MOI, tra i vicoli di Corso Giulio Cesare o, più in generale, nella periferia, dove osservo e annoto di questa umanità che vive nell'ombra, come i miei personaggi, schiacciati troppo spesso dallo smog e dai guai. Certo, Torino è bella, anzi meravigliosa, ma preferisco pensarla come è in realtà, una grande città, tra luci ed ombre.

giovedì 7 maggio 2015

Daredevil - E' il cattivo a fare la differenza?

Non è la prima volta che mi soffermo sull'altra faccia della medaglia di molte produzioni, ovvero il peso del 'cattivo' all'interno della narrazione, sia cinematografica, sia insita nella produzione letteraria.
Credo però che in questa occasione, con il nuovo telefilm ispirato a Daredevil, si sia raggiunto un livello difficilmente raggiungibile. Vincent D'Onofrio riesce a dar vita a un personaggio incredibilmente fragile, violento e allo stesso tempo delicato, visionario, impermeato di un alone di apparente calma, in un cocktail ingarbugliato e vincente, che non è facile da rendere così bene sul piccolo schermo. Sono convinto che siamo di fronte a una nuova pietra miliare nelle serie TV, dove, finalmente, si comincia ad intravedere qualcosa di più che effetti speciali o mirabolanti azioni. Si tocca con mano una recitazione sentita, autentica, incredibilmente convincente, da farti appassionare persino di questa nuova impersonificazione del Male.

martedì 5 maggio 2015

Dark Matter - Syfy ci riprova...

Dopo le cancellazioni di Helix e Ascension, la rete televisiva Syfy tenta nuovamente di tornare alla ribalta con un telefilm di fantascienza cercando di riprendersi il ruolo di emittente di genere che aveva un po' accantonato negli ultimi anni, proponendo una nuova produzione, dagli sceneggiatori di uno dei telefim più rinomati degli ultimi anni: Stargate.
Le premesse, molto scarne a partire dal trailer, narrano le vicende di un equipaggio che, risvegliato da un sonno criogenico e privi dei loro ricordi, si ritrovano a vagare nello spazio senza ben chiaro cosa fare, tranne sopravvivere. Il 12 Giugno avremo modi di 'toccare con mano' questo nuovo viaggio tra le stelle, vediamo se questa volta riusciranno a fare centro...

lunedì 4 maggio 2015

Parlare ad un pubblico esigente...

Lo ammetto, spesso mi faccio incastrare in situazioni che definire complicate è un eufemismo. Nei prossimi giorni, in un evento volto a coinvolgere alcune scuole su temi storici, dovrei intervenire con un tema legato alla mia passione per la scrittura.
Non sarà carto una passeggiata rivolgermi a un pubblico che nella migliore delle ipotesi sarà annoiato e distante, magari con la testa immersa nel proprio smartphone e per nulla avvinto all'idea di stare ad ascoltare. Però penso che giocherò una carta jolly, che finora ha sempre funzionato con i teen ager e che mi ha tirato fuori dagli impicci anche in passato: la creatività. Far capire loro che anche argomenti barbosi possono essere la chiave per creare qualcosa di nuovo, di loro proprietà, spero sia la chiave per non farli sbadigliare e sopratutto per dimostrare quanto sia bello scrivere, immaginare, sognare una storia e narrarla al prossimo.