Per chi come me ha vissuto da ragazzo l'epoca dei 'robottoni' non può non amare la saga di Gundam, che ormai prossimo ai 40 anni, ancora conserva un fascino fuori dal comune.
In questi giorni sta circolando la voce su un interesse di Hollywood a questo brand, dopo i successi di Pacific Rim e di Ready Player One, dove il nostro Mobile Suite fa una breve comparsa.
Visti i temi della serie originale e la profondità della trama non so se possa uscire qualcosa di valore, tra le mille ipotesi possibili, certo che rivedere le avventure di Amuro Ray e compagni, fa un certo effetto.
Siamo ancora lontani da vedere qualcosa di concreto, ma nulla è impossibile, anche visto l'avvicinarsi di un'anniversario importante.
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giovedì 24 maggio 2018
mercoledì 5 ottobre 2016
Gundam torna in TV
Era il lontano 1979, quando dal lontano Giappone, veniva prodotta una delle saghe più belle che abbia mai visto e che ancora oggi mi porta alla memoria le storie della ciurma della Base Bianca.
Oggi, a distanza di quasi quarant'anni, torna, in alta definizione sul canale Netflix, Mobile Suite Gundam, a riproporsi, nella sua cruda visione di una guerra spaziale, incomprensibile e cruda come i conflitti che continuano a insanguinare il nostro pianeta. Chissà se i giovani riusciranno a cogliere il profondo messaggio di questa saga, chissà se anche loro apprezzeranno la vita di Peter Rei e dei suoi acerbi compagni di ventura. Magari si accorgeranno dell'immenso universo di questa saga, dei suoi Real Robot e di quanto si orribile la guezza, a prescindere dal motivo per cui la si combatta.
Oggi, a distanza di quasi quarant'anni, torna, in alta definizione sul canale Netflix, Mobile Suite Gundam, a riproporsi, nella sua cruda visione di una guerra spaziale, incomprensibile e cruda come i conflitti che continuano a insanguinare il nostro pianeta. Chissà se i giovani riusciranno a cogliere il profondo messaggio di questa saga, chissà se anche loro apprezzeranno la vita di Peter Rei e dei suoi acerbi compagni di ventura. Magari si accorgeranno dell'immenso universo di questa saga, dei suoi Real Robot e di quanto si orribile la guezza, a prescindere dal motivo per cui la si combatta.
martedì 11 febbraio 2014
Solo i bambini ci possono salvare...
Ho avuto modo di vedere, con molto ritardo rispetto all'uscita al cinema, Ender's Game, tratto dall'omonimo romanzo di Orson Scott Card e nonostante la pellicola non mi sia piaciuta poi molto, mi ha portato a soffermarmi su una considerazione legata al genere scifi e ai miei precendenti scritti.
Qui, come in altri lavori, sono i giovanissimi, o addirittura i bambini a reggere le sorti del mondo e a darci qualche volta, una lezione di vita contro le storture della società o semplicemente il rancore che gli adulti provano verso tutto e tutti.
Persino io, in The Dreamer, ho avuto questo stesso approccio: di fronte ai disastri dell'umanità, non resta altro che aggrapparsi alla speranza delle nuove generazioni. Un filone che nel Sol Levante ha tantissimi esempi, tra i robottoni di Trider G7 e Gundam, passando per Akira, fino ad arrivare anche in occidente, come in questo caso, o come nel filone di Hunger Games. Chissà, chi immagina il futuro, ora come in passato, ha la convinzione che solo dall'innocenza di possa sfuggire ai mali del mondo, e forse, come me, è convinto di avere ragione...
Qui, come in altri lavori, sono i giovanissimi, o addirittura i bambini a reggere le sorti del mondo e a darci qualche volta, una lezione di vita contro le storture della società o semplicemente il rancore che gli adulti provano verso tutto e tutti.
Persino io, in The Dreamer, ho avuto questo stesso approccio: di fronte ai disastri dell'umanità, non resta altro che aggrapparsi alla speranza delle nuove generazioni. Un filone che nel Sol Levante ha tantissimi esempi, tra i robottoni di Trider G7 e Gundam, passando per Akira, fino ad arrivare anche in occidente, come in questo caso, o come nel filone di Hunger Games. Chissà, chi immagina il futuro, ora come in passato, ha la convinzione che solo dall'innocenza di possa sfuggire ai mali del mondo, e forse, come me, è convinto di avere ragione...
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