martedì 20 marzo 2012
Come valutare il giocatore di ruolo?
Sono ormai diversi anni che organizziamo il consueto Torneo GDR, nella cornice della Play di Modena, e come per le passate edizioni, oltre a confezionare un'avventura adatta, si fanno le solite congetture su come valutare i giocatori che si avvicenderanno nella tenzone. Da sempre vado professando che alla fine il gioco di ruolo deve innanzitutto essere interpretazione del personaggio, e non sterile applicazione di un regolamento. Questo approccio, in barba a molti colleghi master, nasce con l'intento di coinvolgere i giocatori verso l'universo fantastico che fa da sfondo alla nostra ambientazione, e che solo grazie a un approccio più teatrale si può apprezzare fino in fondo. Con l'esperienza maturata finora posso dirmi soddisfatto di questa scelta, visto che i giocatori che negli anni precedenti avevano partecipato ai tornei tornano a cimentarsi nuovamente e sopratutto si divertono. E questa, in ultima analisi è l'unica cosa che conta veramente per noi.
lunedì 19 marzo 2012
Scrivere fantascienza - E perché mai?
Durante tutti questi anni in cui mi sono cimentato direttamente nella scrittura di testi e trame, mi è stata posta più volte questa domanda, tanto da farmi sorgere qualche dubbio sulla bontà di una scelta di 'genere' come quella intrapresa finora.
È vero che l'ultimo mio manoscritto non ha nulla di assimilabile a questo tipo di ambientazioni, ma sommando tutti gli sforzi profusi verso la direzione del fantascientifico, direi che sono maledettamente immerso in questo abisso letterario a prima vista poco produttivo. Potrei anche abbandonare in certo tipo di trame e dedicarmi ad altro, per carità. Ma come potrei proseguire nel mio intento, nella mia analisi senza filtri di quella società moderna, così veloce e sfuggente che tanto mi affascina. Come potrei sfruttarne i guasti per immaginare, spaziare verso lidi altrimenti preclusi e denunciare ciò che mi spaventa, ciò che temo per me e soprattutto per le generazioni future?
Questo tipo di analisi asettica è il punto di partenza per questa scelta di genere, per poter denunciare a mio modo gli errori, le storture che l'umanità perpetra ogni giorno, verso sé stessa e verso la propria dimora che è la Terra su cui viviamo. Non ci può essere altra giustificazione per me, per ostinarmi a scrivere in un contesto di nicchia, se non quella di narrare ciò che sento e lanciare un sasso verso lo stagno del futuro.
È vero che l'ultimo mio manoscritto non ha nulla di assimilabile a questo tipo di ambientazioni, ma sommando tutti gli sforzi profusi verso la direzione del fantascientifico, direi che sono maledettamente immerso in questo abisso letterario a prima vista poco produttivo. Potrei anche abbandonare in certo tipo di trame e dedicarmi ad altro, per carità. Ma come potrei proseguire nel mio intento, nella mia analisi senza filtri di quella società moderna, così veloce e sfuggente che tanto mi affascina. Come potrei sfruttarne i guasti per immaginare, spaziare verso lidi altrimenti preclusi e denunciare ciò che mi spaventa, ciò che temo per me e soprattutto per le generazioni future?
Questo tipo di analisi asettica è il punto di partenza per questa scelta di genere, per poter denunciare a mio modo gli errori, le storture che l'umanità perpetra ogni giorno, verso sé stessa e verso la propria dimora che è la Terra su cui viviamo. Non ci può essere altra giustificazione per me, per ostinarmi a scrivere in un contesto di nicchia, se non quella di narrare ciò che sento e lanciare un sasso verso lo stagno del futuro.
domenica 18 marzo 2012
John Carter - La Disney non mi ha convinto...
Quasi per caso mi sono ritrovato ad assistere a questa pellicola, prodotta dalla Disney, che trae spunto dai racconti di Edgar Rice Burroughs, noto ai più per il ben più celebre Tarzan. Acclamato come il secondo film più costoso di sempre, poggia su un impianto narrativo oggettivamente un po' scarno, infarcito di effetti speciali e CGI di pregio, ma che non mi ha trascinato nella sua narrazione.
Sinceramente alcuni aspetti dei personaggi li ho trovati poco convincenti, e tutto si incentrava sulla ricostruzione fedele degli alieni, i velieri volanti e le capacità 'marziane' del nostro eroe.
Forse da questo John Carter mi sarei aspettato di più, ma comunque si è dimostrato un prodotto più onesto di molte altre pellicole stracolme di budget e prive di sostanza che stanno inquinando il genere fantascientifico e più in generale il mondo del cinema.
Diciamo che può essere più un prodotto adatto per le poltrone di case, che per il grande schermo, ma almeno, merita la visione, che di questi tempi è già un bel passo avanti.
Sinceramente alcuni aspetti dei personaggi li ho trovati poco convincenti, e tutto si incentrava sulla ricostruzione fedele degli alieni, i velieri volanti e le capacità 'marziane' del nostro eroe.
Forse da questo John Carter mi sarei aspettato di più, ma comunque si è dimostrato un prodotto più onesto di molte altre pellicole stracolme di budget e prive di sostanza che stanno inquinando il genere fantascientifico e più in generale il mondo del cinema.
Diciamo che può essere più un prodotto adatto per le poltrone di case, che per il grande schermo, ma almeno, merita la visione, che di questi tempi è già un bel passo avanti.
sabato 17 marzo 2012
L'arrivo di Wang - Scifi all'italiana...
Ho avuto la possibilità di visionare questa pellicola, e sono rimasto veramente colpito, spiazzato da questa produzione, tutta italiana, che prova a rilanciare, in maniera del tutto inaspettata, la realizzazione di un film di fantascienza.
Certamente non siamo di fronte alle produzioni hollywoodiane, stracolme di effetti speciali e dai costi esorbitanti, ma come sempre una sceneggiatura arguta, alcuni attori di pregio tra cui Ennio Fantastichini, e una lettura psicologica intrigante, riescono a confezionare un prodotto gradevole, con diversi spunti di riflessione, come è giusto che debba avere un'opera di genere.
Consiglio a tutti di vedere questo film, prodotto e diretto dai Manetti Bros., con la speranza che non sia un progetto isolato e che venga premiata l'idea audace di questa produzione.
Buona visione.
Certamente non siamo di fronte alle produzioni hollywoodiane, stracolme di effetti speciali e dai costi esorbitanti, ma come sempre una sceneggiatura arguta, alcuni attori di pregio tra cui Ennio Fantastichini, e una lettura psicologica intrigante, riescono a confezionare un prodotto gradevole, con diversi spunti di riflessione, come è giusto che debba avere un'opera di genere.
Consiglio a tutti di vedere questo film, prodotto e diretto dai Manetti Bros., con la speranza che non sia un progetto isolato e che venga premiata l'idea audace di questa produzione.
Buona visione.
venerdì 16 marzo 2012
Play 2012 - Ci siamo quasi...
Sono ormai cinque mesi che ci stiamo preparando a questa manifestazione e finalmente si comincia ad intravedere il traguardo di questa lunga maratona.
Non è stato facile riuscire a preparare qualcosa di nuovo, visti gli innumerevoli problemi e le disavventure che diversi membri del nostro team hanno dovuto superare in quest'ultimo periodo.
Alla fine però, nonostante tutto, ci saremo, porteremo l'avventura per il consueto Torneo GDR, una demo di un nuovo prodotto, e qualche anticipazione per le future pubblicazioni, a cui stiamo già lavorando.
Inoltre, visto il successo della passata edizione, abbiamo voluto invitare alcuni degli illustratori che in questi anni si sono avvicendati tra i vari progetti e hanno reso possibile la realizzazione delle nostre pubblicazioni. Senza di loro avremmo solamente un sacco di pagine piene di testi e regole, e non sarebbe la stessa cosa.
Insomma, avremo il fiatone e le borse sotto gli occhi, ma ci saremo, lì, al solito posto, ad accogliervi e spero a farvi divertire...
Non è stato facile riuscire a preparare qualcosa di nuovo, visti gli innumerevoli problemi e le disavventure che diversi membri del nostro team hanno dovuto superare in quest'ultimo periodo.
Alla fine però, nonostante tutto, ci saremo, porteremo l'avventura per il consueto Torneo GDR, una demo di un nuovo prodotto, e qualche anticipazione per le future pubblicazioni, a cui stiamo già lavorando.
Inoltre, visto il successo della passata edizione, abbiamo voluto invitare alcuni degli illustratori che in questi anni si sono avvicendati tra i vari progetti e hanno reso possibile la realizzazione delle nostre pubblicazioni. Senza di loro avremmo solamente un sacco di pagine piene di testi e regole, e non sarebbe la stessa cosa.
Insomma, avremo il fiatone e le borse sotto gli occhi, ma ci saremo, lì, al solito posto, ad accogliervi e spero a farvi divertire...
giovedì 15 marzo 2012
Diffondere il verbo, lavorare in team...
Una delle situazioni che più mi colpisce, soprattutto nell'ambito ludico, ma anche più artistico in generale, è la scarsa abitudine a lavorare in squadra. Non parlo ovviamente degli aspetti legati al playtesting, ma a tutte quelle fasi in cui più componenti potrebbero, in fase di sviluppo e costruzione di un idea o di un progetto, apportare il loro contributo. Che siano illustratori, narratori o anche semplici giocatori, di fronte a un'idea più o meno sviluppata, potrebbero giungere a fornire, anche involontariamente spunti utili al raggiungimento di un progetto. Se poi analizziamo la componente puramente 'creativa' nella narrativa, una collaborazione potrebbe declinare una semplice trama per un racconto, in forme più complesse e gratificanti, come una grafic novel, fornendo delle opzioni decisamente più appaganti e impensabili per un singolo soggetto. Poi, in ultima analisi, è dal confronto già in prima battuta si possono evitare idee poco convincenti o abusate, percorsi narrativi poco stimolanti, insomma arrivare a evitare di produrre qualcosa che piaccia a pochi, per non dire nessuno. Negli anni mi sono convinto che questa è la strada, dove la gente giusta può fare la differenza...
martedì 13 marzo 2012
Faith Empire Fumetto - Sogno o realtà?
E' da molto tempo che inseguo la possibilità di realizzare un fumetto per una mia storia. Penso sia uno dei progetti più difficili in cui mi sia mai voluto imbarcare, non tanto per gli ostacoli che devo affrontare, piuttosto per l'altra metà del cielo, cioè il fumettista.
Se per chi scrive e sceneggia un fumetto il tutto si traduce in una piccola parte, dove si deve impostare la trama, abbozzare i dialoghi, le interazioni tra i personaggi, e infine strutturare le vignette, la loro sequenza, per il disegnatore è un altro tipo di impegno, decisamente più gravoso, che non sono in grado di alleggerire. Ci vorrebbe la stessa pazzia, o la cieca convinzione nel progetto, decisamente impegnativo, per riuscire a remare per un certo periodo nella stessa direzione e senza certezze sull'effettivo sbarco nel mondo dell'editoria. Ma ormai dovreste saperlo, la cocciutaggine certo non mi manca, e sono nuovamente entrato in contatto con un nuovo disegnatore, a cui proporrò una delle tante mie avventure, pronte per lo scopo. Chissà, sarà la volta buona?
Se per chi scrive e sceneggia un fumetto il tutto si traduce in una piccola parte, dove si deve impostare la trama, abbozzare i dialoghi, le interazioni tra i personaggi, e infine strutturare le vignette, la loro sequenza, per il disegnatore è un altro tipo di impegno, decisamente più gravoso, che non sono in grado di alleggerire. Ci vorrebbe la stessa pazzia, o la cieca convinzione nel progetto, decisamente impegnativo, per riuscire a remare per un certo periodo nella stessa direzione e senza certezze sull'effettivo sbarco nel mondo dell'editoria. Ma ormai dovreste saperlo, la cocciutaggine certo non mi manca, e sono nuovamente entrato in contatto con un nuovo disegnatore, a cui proporrò una delle tante mie avventure, pronte per lo scopo. Chissà, sarà la volta buona?
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