Non sempre le cose fanno come uno si aspetta dalla vita. Con questo pensiero, oramai divenuto certezza nella mia mente, sto via via cambiando prospettiva su molte delle cose che ho fatto e ho scritto finora. Non perché disconosca il passato, le scelte, l'approccio alle mie piccole 'creazioni', bensì ne ho semplicemente mutato la visione, il fine ultimo in più di un'occasione.
Quindi, perché mi dovrei stupire se un'idea, peraltro non mia, ma mutuata da un concorso letterario, che poi non si è neppure svolto, possa invece scaturire qualcosa di più, di nuovo.
Con questa idea, con rinnovato spirito, in questi giorni in cui mi è impossibile fare sopralluoghi o verifiche sul campo per altri manoscritti, ho preso la tastiera e ho cominciato a raccontare, a ricordare l'unica cosa che abbia ben chiaro dentro di me e che troppo spesso non porto mai alla luce: i miei ricordi, la mia memoria, i sentimenti che muovono la mia esistenza.
Tutti loro, in qualche modo, sono legati a sapori, pietanze, cibi più o meno stravaganti. Quindi perché non unire queste cose, legate tra loro, sulle pagine di un manoscritto, di un libro, di una raccolta? Le domande in fretta diventano certezze, parole, pagine da rileggere, pensieri da condividere, con gusto e spero, gradimento...
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venerdì 19 dicembre 2014
mercoledì 10 dicembre 2014
Storie di ricette - Oltre un semplice racconto...
Ci sono insegnamenti che arrivano così, per caso o per alterna fortuna e che ci dovrebbero dare un monito su come condurre le proprie esistenze.
Magari ci si ostina a scrivere determinati soggetti, storie intricate e complesse, per poi ritrovarsi apprezzati per frammenti, semplici narrazioni che nascono dal profondo, dai ricordi, tra rapporti genitoriali difficili e fornelli.
Così da un semplice racconto, nato per un concorso mai andato in porto per altro, proseguono i riscontri e i complimenti, tanto da convincermi che forse è proprio lì, che posso dire qualcosa di apprezzabile per i lettori.
Tra pentole e sentimenti, tra pensieri in libertà e prelibatezze accumulate nel tempo e nella memoria, potrebbe nascere qualcosa di più. Magari una raccolta, un'antologia con al fondo un piccolo ricettario, frutto della mia passione per la tavola e la buona cucina, chissà. Di certo sarà un modo come un altro per narrare di quel che sento, senza paraventi, senza pseudonimi o altri orpelli. E magari far venire l'aquolina in bocca a qualcuno.
Magari ci si ostina a scrivere determinati soggetti, storie intricate e complesse, per poi ritrovarsi apprezzati per frammenti, semplici narrazioni che nascono dal profondo, dai ricordi, tra rapporti genitoriali difficili e fornelli.
Così da un semplice racconto, nato per un concorso mai andato in porto per altro, proseguono i riscontri e i complimenti, tanto da convincermi che forse è proprio lì, che posso dire qualcosa di apprezzabile per i lettori.
Tra pentole e sentimenti, tra pensieri in libertà e prelibatezze accumulate nel tempo e nella memoria, potrebbe nascere qualcosa di più. Magari una raccolta, un'antologia con al fondo un piccolo ricettario, frutto della mia passione per la tavola e la buona cucina, chissà. Di certo sarà un modo come un altro per narrare di quel che sento, senza paraventi, senza pseudonimi o altri orpelli. E magari far venire l'aquolina in bocca a qualcuno.
venerdì 24 agosto 2012
Scrivere di sé non è mai facile...
Parlare di sé stessi è sempre un esperienza complessa, da metabolizzare, sopratutto quando si raccontano i guasti di un infanzia non facile e ci si mette a nudo, magari con un po' di pudore e la paura di scrivere delle ovvietà, o peggio qualcosa che non riesca a trasmettere, a evocare le giuste emozioni. Ti senti combattuto, tormentato. Invece tutto questo, inaspettatamente, non è avvenuto. Tutto è fluito dalle mie dite con apparente facilità e anche le riletture e gli aggiustamenti successivi erano privi di quell'ansia da performance difficile da affrontare. Chissà, sarò cambiato io, sarà il caldo, sarà che forse scrivere ormai è la mia dimensione intima, personale, è la mia vita.
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