A volte capita, inaspettatamente, di ripercorrere le sensazioni
del proprio passato, quando si cerca di descrivere, per voce dei
propri personaggi determinati momenti, eventi o anche semplici fatti
della vita. Le tue creazioni si trasformano in propaggini del tuo io,
una proiezione, più o meno distorta, del tuo vissuto. Come non
sfruttare quindi, per un noir intriso di sangue e violenza, i miei
ricordi al poligono di tiro, durante il mio periodo trascorso al
servizio di leva?
Inquadrato ben presto come graduato mi ritrovai in diverse
occasioni al poligono di tiro a sparare con diverse armi, in
particolare con la pistola d'ordinanza dell'epoca, una Beretta 1934,
una calibro 9 corto, con caricatore a sette colpi, dalle prestazioni
non certo esaltanti.
Eppure quell'arma dall'aspetto e dal peso insignificante, mi aveva
dato una sensazione ben diversa rispetto ai fucili, come il Fal o il
Garand e persino dal mitragliatore MG42 utilizzato nelle precedenti
esercitazioni.
Il fatto di sparare a un bersaglio relativamente vicino, con un
oggetto piccolo, ma nondimeno letale, faceva percepire sensazioni
contrastanti. La figura umana, rappresentata dalla sagoma, ricordava
fin troppo bene, lo scopo delle sessioni di tiro: addestrarsi ad
uccidere qualcuno.
In tempo di pace un'affermazione del genere può far sorridere, ma
credetemi, maneggiare un'arma e rivolgerla, con convinzione, verso un
bersaglio con l'intento di colpire la testa o il busto, con chiara
indicazione di colpire i punti vitali, non è cosa da poco per chi è
contrario alla violenza.
Figurarsi se poi tali esperienze le devo indurre, nella mente e
nelle mani, di un pazzo furioso?
Come minimo, si gratificherà, a dismisura...
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martedì 12 luglio 2016
venerdì 10 maggio 2013
Le frontiere della stampa in 3D
Questo strano esperimento, occorso in Texas nei giorni scorsi, mi ha dato parecchio da pensare, e vorrei condividere con voi questa notizia apparsa nei giorni scorsi sulla Stampa di Torino.
In poche parole, grazie all'uso di una stampante 3D, e delle giuste istruzioni, fornite dal gruppo che ha organizzato l'esperimento, chiunque, con un investimento relativamente basso, potrà prodursi in serie un'arma da fuoco.
La Liberator, questo è il nome del prototipo, grazie a un percussore metallico e a un corpo in ABS può arrivare a sparare un colpo di piccolo calibro, in barba alle lobby delle armi e alle leggi che vorrebbero limitare la diffusione delle armi da fuoco negli Stati Uniti. Di certo non lo vedo come un impulso positivo nell'utilizzo di quella che potrebbe essere un'invenzione epocale nella produzione in proprio di piccoli oggetti, ma si sa, la tecnologia non è buona o cattiva, ma è l'uso che se ne fa a determinarne la finalità.
In poche parole, grazie all'uso di una stampante 3D, e delle giuste istruzioni, fornite dal gruppo che ha organizzato l'esperimento, chiunque, con un investimento relativamente basso, potrà prodursi in serie un'arma da fuoco.
La Liberator, questo è il nome del prototipo, grazie a un percussore metallico e a un corpo in ABS può arrivare a sparare un colpo di piccolo calibro, in barba alle lobby delle armi e alle leggi che vorrebbero limitare la diffusione delle armi da fuoco negli Stati Uniti. Di certo non lo vedo come un impulso positivo nell'utilizzo di quella che potrebbe essere un'invenzione epocale nella produzione in proprio di piccoli oggetti, ma si sa, la tecnologia non è buona o cattiva, ma è l'uso che se ne fa a determinarne la finalità.
mercoledì 21 dicembre 2011
Faith Empire Card Game - Federico Musetti
Mentre procedono alacremente i lavori di completamento delle illustrazioni e le ultime correzioni sul regolamento, colgo l'occasione di presentare, e ringraziare pubblicamente, uno degli illustratori che sta partecipando alla sezione Armi del nostro Card Game: Federico Musetti.In questo post potrete ammirare due delle sue ultime creazioni.
Lascio ovviamente a voi, gradito pubblico, giudicare i risultati fin qui conseguiti.
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