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mercoledì 17 luglio 2019

L'ultimo saluto

Oggi ci lascia Andrea Camilleri e con lui un modello di narrativa innovativo, che affonda le radici nella terra natia, con accenti dialettali, usanze e modi schietti, di chi vive la quotidianità e la prova a rappresentare con la parola scritta. Personalmente lo vedevo come un modello da imitare, un esempio di professionalità e impegno, a dispetto dei cliché che l'editoria troppo spesso ci impone. Ora siamo tutti un po' più poveri e soli, con il dubbio di non vedere mai più concluso il suo affresco della Sicilia...

mercoledì 8 agosto 2018

Ancora sotto esame...

Nella vita non si finisce mai di imparare, di sostenere prove, di ostacoli da superare. Se poi si tratta di aspetti artistici o anche semplicemente di aspetti legati al proprio valore, gli esami da superare non finiscono mai.
Non mi sono mai sottratto a queste prove, convinto che siano necessarie non solo per capire il proprio valore ma sopratutto per dare il giusto peso all'impegno profuso rispetto ai risultati ottenibili. Già perché risulta inutile tanto impegno se poi alla fine il valore prodotto non è sufficiente, non è all'altezza degli standard odierni. Quindi ben vengano gli esami, anche se possono portarti a una bocciatura.

martedì 7 novembre 2017

Sognando - Ora comincia il duro lavoro...

Dopo l'ubriacatura dell'evento lucchese ci si ritrova a fare i conti con la dura realtà: la letteratura fantastica non ha vita facile nel nostro paese.
Bisogna impegnarsi e anche molto, per far si che le proprie pubblicazioni trovino un minimo di spazio, siano visibili e conseguentemente, diventino appetibili per i pochi lettori che possono essere interessati al genere fantascientifico e fantastico in genere.
Almeno in questa occasione non sono solo nell'attività di promozione, e ho trovato nella Ailus Editrice uno staff di gente volenterosa, che si prodiga, che ci crede.
Già, crederci, con impegno e dedizione, convinta di far bene e di proporre prodotti validi, di qualità, anche se non si dispone di mezzi stratosferici o di budget infiniti.
Perché alla fine, a dispetto di quel che si pensa, è solo con la passione che si ottengono opere di qualità, ed è solo con un'attività costante di promozione che si può progredire, nell'apatia generale.

venerdì 20 ottobre 2017

Perché scrivere quando tutti lo fanno?

Sempre più spesso mi ritrovo a farmi questa domanda: ha senso scrivere ancora?
Siamo invasi da tonnellate di titoli, siamo invischiati in un monopolio di grandi editori e di una distribuzione capillare, onnipresente, il tutto rispetto a una platea sempre più annoiata, che si affaccia svogliata alla ricerca di grandi firme o di scelte sicure, guidate da una pubblicità sfiancante.
Che senso ha scrivere se nessuno arriverà mai a leggerti? Come puoi andare oltre l'anonimato, confrontandoti veramente con il pubblico, arrivando a capire se quel che scrivi vale almeno la carta su cui è stampata? Forse rimarrò senza risposte, mi accontento di pensare che appago la mia anima, do un senso ai miei dubbi, alla paura di non lasciarmi nulla alle spalle. Forse nel cuore di qualcuno arriverò e questo sarà già un ottimo risultato...

sabato 8 luglio 2017

L'emozione di essere apprezzato...

Quando dai il tuo testo da leggere a uno scrittore conosciuto e apprezzato, per un possibile suo incipit, hai sempre paura che in fondo il tuo lavoro non sia all'altezza.
Poi, nonostante sia solo passato un giorno dalla consegna del tuo manoscritto, ricevi sulla tua pagina, una frase come questa:
- Quando un autore incomincia ogni capitolo con descrizioni permeate di un'ansia materica - il dettaglio insistito della neve, di un caffè, di un anello su un tavolino - precipita quindi il plot e i capitoli stessi nell'immaterico allucinato, e conclude il romanzo con l'eco emozionante dei passi di un robot in una prateria, capisci che quell'autore sa esattamente perché scrive e dove vuole arrivare.-
E così, ti rendi conto che vale la pena vivere e scrivere ancora...

lunedì 13 marzo 2017

Ci fidiamo ancora una volta?

Nonostante cerchi di costruire qualcosa di solido per la mia improbabile carriera di scribacchino, mi ritrovo sempre con un pugno di mosche in mano, non riuscendo mai a capire fino in fondo il valore del mio impegno.
Ora proverò ad affidarmi a un nuovo soggetto, nella speranza di non incamerare una nuova delusione, tra tempi lunghi di risposta e speranze mai appagate.

Tutta queste difficoltà stanno affievolendo sempre più la mia voglia di scrivere e questo certo non è un bene. Non so però quale altra soluzione potrei adottare vista la mia mancanza cronica di tempo da dedicare alla 'promozione'. Getteremo ancora una volta un semino, speriamo che la primavera e il giusto terreno, mi permettano, almeno per una volta, di germogliare...

lunedì 20 febbraio 2017

Il potere della scrittura scorre potente nella nostra famiglia...

In questo week end ho scoperto il lavoro che mio figlio si è impegnato a realizzare per preparare la nuova ipotetica campagna di Warhammer Fantasy: un corposo incipit, scritto sul cellulare, come capitolo introduttivo di raccordo tra l'attuale avventura e quella futura.
Un vero e proprio racconto breve, di oltre cinque pagine, che, seppure con qualche imperfezione e errore di battitura, dipesa anche dallo strumento utilizzato per scrivere e dall'inesperienza, mi fanno ben sperare per il futuro. Avrà bisogno di qualche consiglio, ma alla fine, non posso che essere orgoglioso di questo suo primo lavoro, senza alcuno sprone o stimolo all'emulazione.

Un semplice e genuino desiderio alla scrittura e alla condivisione, che chissà a quali lidi farà approdare mio figlio...

mercoledì 8 febbraio 2017

Nelle more dei riscontri...

Nonostante proceda, con molta calma, alla stesura di un nuovo manoscritto, sono sempre alla ricerca di qualche sbocco per quello che ho già realizzato e pubblicato in passato e che purtroppo non trova rimedio.
Ormai alcuni dei titoli, essendo già editi da case editrici ormai fallite, scontano un marchio indelebile che probabilmente precludono qualsivoglia pubblicazione professionale.
Eppure, almeno basandomi dal riscontro dei lettori raggiunti, quello che avevo realizzato aveva una certa dignità, ma riuscire a riemergere dal marasma dell'esordienza (passatemi il termine) perenne, sembra un'impresa impossibile.
Chissà, magari mi devo rassegnare all'idea di aver 'bruciato' anni di lavoro e migliaia di parole per la causa dell'inesperienza, però, devo dire la verità, me ne dispiaccio parecchio.

Magari devo solo tentare qualche strada alternativa, o semplicemente, avere un po' di fortuna...

giovedì 12 maggio 2016

Si vedrà mai la luce?

Ogni tanto transito sulle pagine dei social network, facendo slalom tra le innumerevoli notifiche che mi assillano invitandomi a leggere e comprare tantissimi libri, che invadono sempre di più i gruppi di lettura e di scrittura. Anche se avessi 3 vite e fossi in pensione perenne riuscirei mai a leggere tutto questo materiale, dando retta a uno o più di questi 'strilloni' digitali. E a questa considerazione se ne aggiunge una ancora più pratica: come potrò mai far leggere qualcosa di mio, in tutta questa baraonda mediatica? Contando che il tempo medio che passo su internet per il mio ludibrio è pari a un quarto d'ora al giorno, capite bene come sia impossibile attirare l'attenzione, sempre se sia questo il metodo giusto per portare il proprio messaggio letterario. Chissà, forse è ora di abbandonare questi lidi affollati e rifugiarsi da qualche parte, in mezzo al verde, sorseggiando un bicchiere di buon vino...

martedì 25 novembre 2014

Il rispetto verso l'autore...

Mi capita, purtroppo sempre più spesso, di ricevere messaggi da parte di autori, scrittori, vessati a vario titolo da quelli che dovrebbero essere gli 'operatori del settore' e che in realtà non sono nient'altro che dei fanfaroni, se non peggio.
Già perché che scrive, o si dedica all'arte nelle sue varie forme, deve sempre essere corretto, onesto, parco, persino umile, mentre chi si arroga il diritto di divulgare il loro operato non si sente vincolato da nulla.
Né da un eventuale contratto editoriale, quando esiste, né dalle più elementari forme di rispetto verso chi, a volte con enorme fatica, fa qualcosa di artistico, di buono per se e forse anche per gli altri.
Posso anche capire che il mondo la fuori non sia certo rose e fiori, ma cosa costerebbe un minimo di rispetto, di valorizzazione, di serietà?
Forse troppo, a giudicare da tutte le lamentele che sento, però non vorrei passare per 'vittima', piuttosto mi sento di consigliare a quanti si sentono defraudati, sfruttati, derisi, che alla fine quello che fanno, realizzano, producono, sarà sempre in grado di farli emergere, di essere persone migliori, a dispetto di tutto e di tutti.

mercoledì 10 settembre 2014

mEEtale - Sarei quasi tentato...

In questi giorni sono venuto a conoscenza di questa particolare piattaforma, pensata principalmente per gli scrittori emergenti.
Non ho mai molto tempo per riuscire a seguire l'evolversi delle varie iniziative presenti sul web, volte a promozionare gli artisti e più in generale, costruire un bacino di utenti interessati agli esordienti. Però, forse con la complicità di alcuni amici, mi sto convincendo che forse è il momento di mettersi un po' più in gioco, magari proprio cominciando su mEEtale. Sarà la volta buona che combinerò qualcosa di interessante? Vedremo, solo il tempo mi potrà dare ragione...

martedì 22 luglio 2014

Il bisogno di socializzare...

Molto spesso, si legge nelle guide alla scrittura e all'auto produzione, che sia fondamentale essere 'social' al fine di promuovere al meglio i propri scritti.
Bisogna essere presenti, promuoversi, intavolare discussioni, dibattiti, mostrarsi disponibili a chi vuole porti delle domande.
E se uno non avesse tutto questo tempo per sostare tra le pagine dei social network in queste attività promozionali? Si deve rassegnare all'oblio, o al meglio, al passa parola, per veicolare il proprio lavoro? Forse sì e per me diventerà credo sempre più improponibile continuare a spingere sull'acceleratore della promozione, a discapito della vita reale e della produzione letteraria. Forse, incredibilmente, sono un 'vecchio', a cui piace solo dedicarmi a quel che amo di più: scrivere.

venerdì 4 luglio 2014

Giorgio Faletti - Rest In Peace...

Anche se non sono mai stato un fans dello scrittore, apprezzandolo maggiormente per il suo passato di comico e di cantante, vorrei comunque ricordarlo con una frase, recuperato tra i suoi ultimi messaggi ai fans:
'Cari amici, purtroppo a volte l’età, portatrice di acciacchi, è nemica della gioia. Ho dovuto a malincuore rinunciare alla pur breve tournée per motivi di salute legati principalmente alle condizioni precarie della mia schiena, che mi impedisce di sostenere la durata dello spettacolo. Mi piange davvero il cuore perché incontrare degli amici come voi è ogni volta un piccolo prodigio che si ripete e che ogni volta mi inorgoglisce e mi commuove. Un abbraccio di cuore.” Giorgio'.
Purtroppo se ne va un altro piemontese Doc, uno di quelli capaci di ridere e far ridere delle nostre 'imperfezioni.
Ti ricorderò con affetto, infilandomi il 'giumbotto'...

venerdì 7 febbraio 2014

Quanto è duro scrivere un romanzo?

Parlando con un'amica che da anni si occupa di scrittura e si trovava a dover decidere cosa fare del suo manoscritto, se accettare un contratto letterario o passare oltre, è nata una piacevole chiaccherata su quanta fatica, impegno e dedizione ci voglia a scrivere un romanzo.
Non parlo solo della stesura, o del lungo e faticosissimo editing finale, ma di tutto quello che è necessario, oserei dire indispensabile, per costruire una trama credibile, un intreccio avvincente, possibilmente non scopiazzando idee altrui e con un costrutto credibile, o perlomeno verosimile. Sia che si sia parlando di una storia fantastica, sia ambientata ai giorni nostri con basi più realistiche, io mediamente impiego un paio di anni per arrivare a terminare un lavoro. Giusto per farvi un esempio, impiegai tre mesi tra ricerce e approfondimenti vari per decidere come le astronavi, nel ciclo di Compagni di Viaggio e di Codice Epsilon potessero muoversi nello spazio. Tra la lettura di diversi testi scientifici, visione di film, telefilm e cartoni animati e discussione con alcuni 'esperti', ho impiegato tutto questo tempo per sviscerare la materia. E tutto per rendere credibile, si e no, una porzione risibile di tutto quel che avrei scritto. Ecco, quindi, a voi che pensate che scrivere sia facile, banale, la risposta rimarrà sempre e comunque: No, per nulla...