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mercoledì 23 ottobre 2019
Un ultimo tentativo...
Mentre si succedono accadimenti e calamità informatiche assortite, provo a sfidare la sorte con un ultimo tentativo nel mondo dell'editoria, provando a risollevare le sorti di qualche mio progetto, ormai lasciato a prendere la polvere. Quasi per caso, non senza qualche remora, ho provato a presentare ad un'agenzia editoriale un paio dei miei manoscritti, così da fugare un dubbio che mi attanaglia da troppo tempo: scrivo qualcosa di veramente appetibile per editoria nostrana? Forse mi sono battuto invano per superare la mia perenne gavetta in questo ambiente, così, ho deciso di provare un approccio radicale, magari anche rischiando una risposta definitiva. Almeno potrò dire ai posteri: ci ho provato fino in fondo, ma era (o non era) cosa per me...
lunedì 8 aprile 2019
Panic Lab - Rincorrendo i mostriciattoli...
Il nostro sabato ludico si riempie questa volta di un filler godibile e spassoso, che mette alla prova la logica e il colpo d'occhio, con delle meccaniche assolutamente semplici, che nascondono però una rigiocabilità invidiabile. Questa volta parliamo di Panic Lab, un gioco dal setup immediato, dove basterà disporre a cerchio tutte le tessere presenti, divise tra laboratori, che identificano il verso di fuga dei nostri mostri, le grate, nelle quali si possono nascondere, spostandosi a quella successiva e le stanze della mutazione, dove il nostro verme si può trasformare in fantasmino o cambiare fantasia o colore, mutando il suo aspetto iniziale. Un set di dadi, di volta in volta, indicherà il verso di gioco e le caratteristiche del mostro da acciuffare, a meno di trasformazioni. Un gioco che rischia di essere persino frustrante, se non si è abbastanza attenti alle regole del tavolo, ma che vi assicura divertimento, anche per più di un'occasione, vista il suo setup sempre variabile.
martedì 20 novembre 2018
Parole, parole, parole...
Dopo oltre quattordici anni da cui ho intrapreso il mio cammino come 'raccontastorie', dove ho tentato di costruirmi un piccolo spazio, tra le lettere stampate e digitali, ho iniziato ad acquisire una certa sensibilità, verso promesse, contratti, mirabolanti offerte, dimostratesi nei fatti sempre e solo parole al vento.
Ormai ho imparato che devo camminare con le mie sole forze, magari fin dove posso, verso mete e lidi a me più affini, o semplicemente, la dove il sottoscritto può arrivare senza aiuto alcuno. Se sono limitato o non ho prospettive, poco male, meglio raggiungere mete vicine e sopratutto credibili, piuttosto che illudersi ancora...
Ormai ho imparato che devo camminare con le mie sole forze, magari fin dove posso, verso mete e lidi a me più affini, o semplicemente, la dove il sottoscritto può arrivare senza aiuto alcuno. Se sono limitato o non ho prospettive, poco male, meglio raggiungere mete vicine e sopratutto credibili, piuttosto che illudersi ancora...
lunedì 25 giugno 2018
Non sapere cosa fare prima...
Mai come in questo periodo, sono circondato da mille impegni, mille idee, mille attività da portare avanti.
Sicuramente dovrò fare selezione, sia per il tempo a disposizione, sia per le poche finanze da investire.
Devo solo fare attenzione, trovare il momento adatto per fare il punto della situazione e capire cosa è meglio fare prima.
Di certo non mi anoierò in questa calda estate, ma in fondo non mi dispiace tenermi impegnato...
Sicuramente dovrò fare selezione, sia per il tempo a disposizione, sia per le poche finanze da investire.
Devo solo fare attenzione, trovare il momento adatto per fare il punto della situazione e capire cosa è meglio fare prima.
Di certo non mi anoierò in questa calda estate, ma in fondo non mi dispiace tenermi impegnato...
giovedì 3 maggio 2018
Mal comune mezzo gaudio...
Spesso capite di abbartesi quando i tuoi sogni si infrangono con la dura realtà o meglio, quando le promesse ricevute in realtà si tramutano in fregature. Arrivi al punto di convincerti che sei perseguitato dalla negatività, dalla sfiga dell'esordiente o peggio sei un incapace senza speranza.
Poi hai la fortuna, quella vera, di avere qualche amico di sventura, qualche scrittore che come te prova ad emergere in questo mondo di squali e di furbetti, dove essere creativo è più una croce che una delizia.
Così ti rendi conto che in fondo non sei tu la colpa, sei solo l'ennesimo speranzoso gabbato sulla via del successo, vero o presunto che sia. Quindi beviamoci su, gettiamo alle spalle i cattivi pensieri e proseguiamo fiduciosi verso un futuro fatto di rispetto, collaborazione sincera e perché no, amicizia senza espedienti, persino tra artisti allo sbaraglio. ;-)
Poi hai la fortuna, quella vera, di avere qualche amico di sventura, qualche scrittore che come te prova ad emergere in questo mondo di squali e di furbetti, dove essere creativo è più una croce che una delizia.
Così ti rendi conto che in fondo non sei tu la colpa, sei solo l'ennesimo speranzoso gabbato sulla via del successo, vero o presunto che sia. Quindi beviamoci su, gettiamo alle spalle i cattivi pensieri e proseguiamo fiduciosi verso un futuro fatto di rispetto, collaborazione sincera e perché no, amicizia senza espedienti, persino tra artisti allo sbaraglio. ;-)
giovedì 4 gennaio 2018
Numero 81 - Gli ultimi paragrafi...
In questi giorni di relativa calma lavorativa ho potuto, con la mente un po' più fresca, terminare la raccolta delle informazioni e degli spunti necessari, utile per la successiva stesura del manoscritto.
Non manca molto al termine, credo che con la primavera potrò concludere questa fase, per passare, magari con l'aiuto di qualcuno, alla prima fase di correzione.
Cosa farme di questo lavoro mi è ancora oscuro, il taglio potrebbe adattarsi anche a successive pubblicazioni e, visto il genere, trovare più sbocchi del previsto. E' ancora presto per preoccuparsene, anche perché devo ancora fare un paio di sopralluoghi, attività non sempre facile da conciliare con i miei ritmi frenetici. Non credo sia comunque un problema, non mi corre dietro nessuno per queste cose...
Non manca molto al termine, credo che con la primavera potrò concludere questa fase, per passare, magari con l'aiuto di qualcuno, alla prima fase di correzione.
Cosa farme di questo lavoro mi è ancora oscuro, il taglio potrebbe adattarsi anche a successive pubblicazioni e, visto il genere, trovare più sbocchi del previsto. E' ancora presto per preoccuparsene, anche perché devo ancora fare un paio di sopralluoghi, attività non sempre facile da conciliare con i miei ritmi frenetici. Non credo sia comunque un problema, non mi corre dietro nessuno per queste cose...
mercoledì 25 ottobre 2017
E' così difficile stupire?
In un mondo così pieno di stimoli e offerte, risulta sempre più difficile proporre qualcosa di diverso, innovativo.
Più ci si sforzi di escogitare un'idea nuova, uno spunto diverso dal solito, più ci si accorge che non siamo in grado di uscire dal già visto, da cliché già provati da qualcun altro.
Siamo giunti al capolinea dell'inventiva' Non siamo più in grado di proporre un nuovo modello narrativo o un diverso approccio con cui raccontare una storia? Forse non è proprio così. Forse ci viene veicolato qualcosa di sicuro, affidabile, con cui accontentare i gusti di tutti, non sperimentando più, non tentando nuove strade, con la convinzione di non poter fallire. Forse è questo il vero problema, la mancanza di coraggio, la vera piaga di questo tempo senza fantasia.
Più ci si sforzi di escogitare un'idea nuova, uno spunto diverso dal solito, più ci si accorge che non siamo in grado di uscire dal già visto, da cliché già provati da qualcun altro.
Siamo giunti al capolinea dell'inventiva' Non siamo più in grado di proporre un nuovo modello narrativo o un diverso approccio con cui raccontare una storia? Forse non è proprio così. Forse ci viene veicolato qualcosa di sicuro, affidabile, con cui accontentare i gusti di tutti, non sperimentando più, non tentando nuove strade, con la convinzione di non poter fallire. Forse è questo il vero problema, la mancanza di coraggio, la vera piaga di questo tempo senza fantasia.
venerdì 20 ottobre 2017
Perché scrivere quando tutti lo fanno?
Sempre più spesso mi ritrovo a farmi questa domanda: ha senso scrivere ancora?
Siamo invasi da tonnellate di titoli, siamo invischiati in un monopolio di grandi editori e di una distribuzione capillare, onnipresente, il tutto rispetto a una platea sempre più annoiata, che si affaccia svogliata alla ricerca di grandi firme o di scelte sicure, guidate da una pubblicità sfiancante.
Che senso ha scrivere se nessuno arriverà mai a leggerti? Come puoi andare oltre l'anonimato, confrontandoti veramente con il pubblico, arrivando a capire se quel che scrivi vale almeno la carta su cui è stampata? Forse rimarrò senza risposte, mi accontento di pensare che appago la mia anima, do un senso ai miei dubbi, alla paura di non lasciarmi nulla alle spalle. Forse nel cuore di qualcuno arriverò e questo sarà già un ottimo risultato...
Siamo invasi da tonnellate di titoli, siamo invischiati in un monopolio di grandi editori e di una distribuzione capillare, onnipresente, il tutto rispetto a una platea sempre più annoiata, che si affaccia svogliata alla ricerca di grandi firme o di scelte sicure, guidate da una pubblicità sfiancante.
Che senso ha scrivere se nessuno arriverà mai a leggerti? Come puoi andare oltre l'anonimato, confrontandoti veramente con il pubblico, arrivando a capire se quel che scrivi vale almeno la carta su cui è stampata? Forse rimarrò senza risposte, mi accontento di pensare che appago la mia anima, do un senso ai miei dubbi, alla paura di non lasciarmi nulla alle spalle. Forse nel cuore di qualcuno arriverò e questo sarà già un ottimo risultato...
lunedì 1 maggio 2017
La smania ereditaria...
Ci sono passioni che travalicano la normale comprensione, altre si emulano alla vista di grandi personaggi, altre seguendo le mode del momento.
Poi ci sono quelle che assorbi per caso, per il gusto di fare qualcosa di diverso, oppure, semplicemente, le erediti.
Ecco, ora mio figlio sta sperimentando questa ultima tappa, ormai tutto preso nella stesura di alcuni raccolti, sempre più ricchi di dettagli e sfaccettature.
E chiede consigli, e presenta i suoi elaborati in cerca di spunti e di nuove idee, con un confronto sempre costante e costruttivo. Mi auguro che non sia solo lo spirito di emulazione a guidarlo, piuttosto la sana voglia di raccontare qualcosa, con piacere...
Poi ci sono quelle che assorbi per caso, per il gusto di fare qualcosa di diverso, oppure, semplicemente, le erediti.
Ecco, ora mio figlio sta sperimentando questa ultima tappa, ormai tutto preso nella stesura di alcuni raccolti, sempre più ricchi di dettagli e sfaccettature.
E chiede consigli, e presenta i suoi elaborati in cerca di spunti e di nuove idee, con un confronto sempre costante e costruttivo. Mi auguro che non sia solo lo spirito di emulazione a guidarlo, piuttosto la sana voglia di raccontare qualcosa, con piacere...
mercoledì 19 aprile 2017
Una nuova speranza...
E' sempre faticoso trovare degli stimoli quando tutti i tentativi per produrre o pubblicare qualcosa si infrangono tra mille difficoltà. Rialzarsi in piedi dopo una o più batoste diventa una vera e propria impresa. Ti senti logoro, privo di quella voglia di farcela che è indispensabile per proseguire, sulla strada della creatività.
Per fortuna, ogni tanto, una flebile luce appare al fondo del nero tunnel dello sconforto, ridonandoti speranza e qualche piccola soddisfazione. Non è molto, ma almeno è un inizio su cui basare i passi successivi, riprendere fiato, rimettersi in cammino verso nuovi impegni. Chissà, magari è ora di rimettersi con lena a lavorare, nell'attesa di qualcosa di concreto...
lunedì 20 febbraio 2017
Il potere della scrittura scorre potente nella nostra famiglia...
In
questo week end ho scoperto il lavoro che mio figlio si è impegnato
a realizzare per preparare la nuova ipotetica campagna di Warhammer
Fantasy: un corposo incipit, scritto sul cellulare, come capitolo
introduttivo di raccordo tra l'attuale avventura e quella futura.
Un vero e proprio racconto breve, di oltre cinque pagine, che, seppure con qualche imperfezione e errore di battitura, dipesa anche dallo strumento utilizzato per scrivere e dall'inesperienza, mi fanno ben sperare per il futuro. Avrà bisogno di qualche consiglio, ma alla fine, non posso che essere orgoglioso di questo suo primo lavoro, senza alcuno sprone o stimolo all'emulazione.
Un semplice e genuino desiderio alla scrittura e alla condivisione, che chissà a quali lidi farà approdare mio figlio...
Un vero e proprio racconto breve, di oltre cinque pagine, che, seppure con qualche imperfezione e errore di battitura, dipesa anche dallo strumento utilizzato per scrivere e dall'inesperienza, mi fanno ben sperare per il futuro. Avrà bisogno di qualche consiglio, ma alla fine, non posso che essere orgoglioso di questo suo primo lavoro, senza alcuno sprone o stimolo all'emulazione.
Un semplice e genuino desiderio alla scrittura e alla condivisione, che chissà a quali lidi farà approdare mio figlio...
mercoledì 19 ottobre 2016
Appesi a un filo sottile...
Dopo una lunga attesa, alla fine è arrivato un verdetto, un responso su un mio manoscritto.
Già è un grosso passo in avanti, rispetto alle infinite attese che ho vissuto in passato e che non mi hanno portato alcuna risposta.
Però, come per ogni moneta, c'è un rovescio, che dovrò comprendere e digerire: ci sono degli aspetti che dovrò discutere, modificare, che non vanno insomma.
Lo stile e il lessico sono piaciuti, così come l'esposizione, e il 'tiro' del brano che ha saputo tenere in sospeso il lettore che mi ha 'valutato'. Ma ci sono degli aspetti che non convincono, e che mi porteranno a delle rivisitazioni. Ci sarà da lavorare, molto, ma credo ci sarà sicuramente con profitto...
Già è un grosso passo in avanti, rispetto alle infinite attese che ho vissuto in passato e che non mi hanno portato alcuna risposta.
Però, come per ogni moneta, c'è un rovescio, che dovrò comprendere e digerire: ci sono degli aspetti che dovrò discutere, modificare, che non vanno insomma.
Lo stile e il lessico sono piaciuti, così come l'esposizione, e il 'tiro' del brano che ha saputo tenere in sospeso il lettore che mi ha 'valutato'. Ma ci sono degli aspetti che non convincono, e che mi porteranno a delle rivisitazioni. Ci sarà da lavorare, molto, ma credo ci sarà sicuramente con profitto...
lunedì 10 ottobre 2016
2 Storie – Le pieghe del fato...
Quando ci si avventura nella
narrazione, in particolare attorno alle vicissitudini dei tuoi
personaggi, ti immagini sempre eventi eclatanti in cui farli
incappare.
Eppure, il più delle volte, la quotidianità è l'unico aspetto che la maggioranza di noi tutti vive, senza particolari scossoni o attività di rilievo.
Come è possibile rendere credibile una trama senza farla sembrare un film americano dove se non c'è un'esplosione ogni cinque minuti, ci si annoia?
Credo che la risposta te la dia il caso, l'improbabile che diventa possibile, ancorché realtà tanto tangibile quanto incredibile.
Così, perché, ad esempio, non far incontrare i miei acerrimi nemici, nel più 'modulare' dei centri commerciali? Da una semplice idea ora sto imbastendo i dettagli di un nuovo scontro, tra mobili dai nomi impronunciabili e una marea di gente che in un sabato qualunque assiepa il mega store, all'insaputa di una guerra di nervi, dove, prima o poi, qualcuno ci lascerà le penne...
Eppure, il più delle volte, la quotidianità è l'unico aspetto che la maggioranza di noi tutti vive, senza particolari scossoni o attività di rilievo.
Come è possibile rendere credibile una trama senza farla sembrare un film americano dove se non c'è un'esplosione ogni cinque minuti, ci si annoia?
Credo che la risposta te la dia il caso, l'improbabile che diventa possibile, ancorché realtà tanto tangibile quanto incredibile.
Così, perché, ad esempio, non far incontrare i miei acerrimi nemici, nel più 'modulare' dei centri commerciali? Da una semplice idea ora sto imbastendo i dettagli di un nuovo scontro, tra mobili dai nomi impronunciabili e una marea di gente che in un sabato qualunque assiepa il mega store, all'insaputa di una guerra di nervi, dove, prima o poi, qualcuno ci lascerà le penne...
martedì 27 settembre 2016
2 Storie – Giornata storta?
A volte uno si chiede come proseguire in una trama, quali aneddoti
inserire, cosa descrivere in un determinato brano. Lo chiamano il
'blocco dello scrittore'. Non sapere, non avere la più pallida idea
di come riempire le pagine. Solitamente questo pensiero, si
trasformano in pagine prolisse, vuote, prive di emozione, buttate lì
solo per far numero, spessore.
Eppure basterebbe così poco: guardarsi intorno, sentire o leggere qualche notizia, insomma, farsi ispirare dal quotidiano.
Poniamo esempio di un lunedì come tanti, in cui tutto, ma proprio tutto non va come deve, in poche parole una giornata no, nata male e destinata a finire pure peggio.
Traslare gli inghippi nel narrato diviene quasi una terapia anti sfiga, che ti libera, ti fa riflettere, ti scarica da tutta quella negatività che spesso, inconsapevolmente coltiviamo con pensieri sbagliati.
Se poi la giornata no, la fai vivere al più schizofrenico dei tuoi personaggi, il divertimento è assicurato. Il tuo, naturalmente, non certo di chi gli deve stare intorno è_é
Eppure basterebbe così poco: guardarsi intorno, sentire o leggere qualche notizia, insomma, farsi ispirare dal quotidiano.
Poniamo esempio di un lunedì come tanti, in cui tutto, ma proprio tutto non va come deve, in poche parole una giornata no, nata male e destinata a finire pure peggio.
Traslare gli inghippi nel narrato diviene quasi una terapia anti sfiga, che ti libera, ti fa riflettere, ti scarica da tutta quella negatività che spesso, inconsapevolmente coltiviamo con pensieri sbagliati.
Se poi la giornata no, la fai vivere al più schizofrenico dei tuoi personaggi, il divertimento è assicurato. Il tuo, naturalmente, non certo di chi gli deve stare intorno è_é
martedì 12 luglio 2016
Quella strana sensazione...
A volte capita, inaspettatamente, di ripercorrere le sensazioni
del proprio passato, quando si cerca di descrivere, per voce dei
propri personaggi determinati momenti, eventi o anche semplici fatti
della vita. Le tue creazioni si trasformano in propaggini del tuo io,
una proiezione, più o meno distorta, del tuo vissuto. Come non
sfruttare quindi, per un noir intriso di sangue e violenza, i miei
ricordi al poligono di tiro, durante il mio periodo trascorso al
servizio di leva?
Inquadrato ben presto come graduato mi ritrovai in diverse occasioni al poligono di tiro a sparare con diverse armi, in particolare con la pistola d'ordinanza dell'epoca, una Beretta 1934, una calibro 9 corto, con caricatore a sette colpi, dalle prestazioni non certo esaltanti.
Eppure quell'arma dall'aspetto e dal peso insignificante, mi aveva dato una sensazione ben diversa rispetto ai fucili, come il Fal o il Garand e persino dal mitragliatore MG42 utilizzato nelle precedenti esercitazioni.
Il fatto di sparare a un bersaglio relativamente vicino, con un oggetto piccolo, ma nondimeno letale, faceva percepire sensazioni contrastanti. La figura umana, rappresentata dalla sagoma, ricordava fin troppo bene, lo scopo delle sessioni di tiro: addestrarsi ad uccidere qualcuno.
In tempo di pace un'affermazione del genere può far sorridere, ma credetemi, maneggiare un'arma e rivolgerla, con convinzione, verso un bersaglio con l'intento di colpire la testa o il busto, con chiara indicazione di colpire i punti vitali, non è cosa da poco per chi è contrario alla violenza.
Figurarsi se poi tali esperienze le devo indurre, nella mente e nelle mani, di un pazzo furioso?
Come minimo, si gratificherà, a dismisura...
Inquadrato ben presto come graduato mi ritrovai in diverse occasioni al poligono di tiro a sparare con diverse armi, in particolare con la pistola d'ordinanza dell'epoca, una Beretta 1934, una calibro 9 corto, con caricatore a sette colpi, dalle prestazioni non certo esaltanti.
Eppure quell'arma dall'aspetto e dal peso insignificante, mi aveva dato una sensazione ben diversa rispetto ai fucili, come il Fal o il Garand e persino dal mitragliatore MG42 utilizzato nelle precedenti esercitazioni.
Il fatto di sparare a un bersaglio relativamente vicino, con un oggetto piccolo, ma nondimeno letale, faceva percepire sensazioni contrastanti. La figura umana, rappresentata dalla sagoma, ricordava fin troppo bene, lo scopo delle sessioni di tiro: addestrarsi ad uccidere qualcuno.
In tempo di pace un'affermazione del genere può far sorridere, ma credetemi, maneggiare un'arma e rivolgerla, con convinzione, verso un bersaglio con l'intento di colpire la testa o il busto, con chiara indicazione di colpire i punti vitali, non è cosa da poco per chi è contrario alla violenza.
Figurarsi se poi tali esperienze le devo indurre, nella mente e nelle mani, di un pazzo furioso?
Come minimo, si gratificherà, a dismisura...
martedì 5 luglio 2016
La donna rossa...
No, non mi sto riferendo al personaggio di Games of Thrones,
interpretato dall'avvenente Carice van Houten , ma da uno strano
soggetto, che in queste ultime settimane mi è capitato di osservare,
mentre gironzola attorno alla mia dimora.
Una signora di mezz'età, che porta a spasso il suo cane, apparentemente innocua, ma che è impossibile non notare. A cominciare dalla sua capigliatura, chiaramente artificiosa, di un mogano acceso, perfettamente in tinta con il pelo del suo cane. Un incrocio tra un bassotto e un golden retriver, dallo sguardo triste, come se non ne potesse più di andare in giro con la sua padrona.
La donna infatti si fa notare non tanto per la sua acconciatura o per il suo abbigliamento kitsch, piuttosto per la sua voce. Praticamente un contralto mancato, che con insistenza cerca di attaccare bottone con tutti, pure con chi come me, non è molto propenso a perdere tempo in chiacchiere.
Poi, immancabilmente, chiama con insistenza un gatto, ormai vero padrone incontrastato del quartiere, per invitarlo a giocare con il suo cane, per indurlo a fargli compagnia nella sua passeggiata. Il gatto a volte accetta, ma prima di farsi convincere...
E così, appena arrivato dal lavoro, spossato dal caldo e dai rumori assordanti del mio peregrinare, mi becco anche il richiamo squillante di questa donna, che riesce a trapanarmi i timpani anche dentro casa.
Non c'è che dire, il mondo ti riserva tanto materiale su cui scrivere, sopratutto se sei alla ricerca di una vittima per un assassino...
Una signora di mezz'età, che porta a spasso il suo cane, apparentemente innocua, ma che è impossibile non notare. A cominciare dalla sua capigliatura, chiaramente artificiosa, di un mogano acceso, perfettamente in tinta con il pelo del suo cane. Un incrocio tra un bassotto e un golden retriver, dallo sguardo triste, come se non ne potesse più di andare in giro con la sua padrona.
La donna infatti si fa notare non tanto per la sua acconciatura o per il suo abbigliamento kitsch, piuttosto per la sua voce. Praticamente un contralto mancato, che con insistenza cerca di attaccare bottone con tutti, pure con chi come me, non è molto propenso a perdere tempo in chiacchiere.
Poi, immancabilmente, chiama con insistenza un gatto, ormai vero padrone incontrastato del quartiere, per invitarlo a giocare con il suo cane, per indurlo a fargli compagnia nella sua passeggiata. Il gatto a volte accetta, ma prima di farsi convincere...
E così, appena arrivato dal lavoro, spossato dal caldo e dai rumori assordanti del mio peregrinare, mi becco anche il richiamo squillante di questa donna, che riesce a trapanarmi i timpani anche dentro casa.
Non c'è che dire, il mondo ti riserva tanto materiale su cui scrivere, sopratutto se sei alla ricerca di una vittima per un assassino...
giovedì 12 maggio 2016
Si vedrà mai la luce?
Ogni tanto transito sulle pagine dei social network, facendo
slalom tra le innumerevoli notifiche che mi assillano invitandomi a
leggere e comprare tantissimi libri, che invadono sempre di più i
gruppi di lettura e di scrittura. Anche se avessi 3 vite e fossi in
pensione perenne riuscirei mai a leggere tutto questo materiale,
dando retta a uno o più di questi 'strilloni' digitali. E a questa
considerazione se ne aggiunge una ancora più pratica: come potrò
mai far leggere qualcosa di mio, in tutta questa baraonda mediatica?
Contando che il tempo medio che passo su internet per il mio ludibrio
è pari a un quarto d'ora al giorno, capite bene come sia impossibile
attirare l'attenzione, sempre se sia questo il metodo giusto per
portare il proprio messaggio letterario. Chissà, forse è ora di
abbandonare questi lidi affollati e rifugiarsi da qualche parte, in
mezzo al verde, sorseggiando un bicchiere di buon vino...
mercoledì 6 aprile 2016
Mantenere la costanza...
In queste ultime settimane, ritmi nuovi e attività più svariate
mi hanno portato a ripensare il tempo che solitamente dedicavo per la
scrittura. Probabilmente sarò sempre meno uno scrittore in
movimento, però credo che alla fine non sia un male questo nuovo
modo di impostare il mio lavoro. Magari sarò meno prolifico, però
forse potrò evitare gli errori che emergevano nei vari passaggi che
portavano a tradurre i testi svolti sullo smartphone all'interno del
manoscritto definitivo.
Al momento non mi corre dietro nessuno e forse è un bene che rallenti un po' il ritmo, almeno fino all'avvio di una pubblicazione seria. Per in momento seguirò questa rotta, chissà che non sia una scelta premiale in futuro...
Al momento non mi corre dietro nessuno e forse è un bene che rallenti un po' il ritmo, almeno fino all'avvio di una pubblicazione seria. Per in momento seguirò questa rotta, chissà che non sia una scelta premiale in futuro...
martedì 24 novembre 2015
Una parola dopo l'altra...
Le persone vivono per le proprie passioni. Si impegnano, si dannano, combattono per poterle portare avanti, vivendole al massimo, a dispetto delle difficoltà.
C'è chi pratica sport, chi si diletta con il bricolage o il giardinaggio e chi, nonostante le difficoltà prova a creare qualcosa di artistico, di creativo.
Nel mio caso, ormai dopo oltre dieci anni, direi che posso ridurre il tutto a un'unica parola: scrivere. In fondo non è importante se è per un racconto o un libro, per un pezzo su questo blog o un commento, più o meno ragionato su un social network, alla fine tutto si traduce nel desiderio di esprimersi, con le parole, con l'istinto di mettere una dopo l'altra pensieri e frasi. E quando gli impedimenti, i guasti o anche solo la mancanza di tempo te lo impediscono, si entra in un'apnea insostenibile.
C'è chi pratica sport, chi si diletta con il bricolage o il giardinaggio e chi, nonostante le difficoltà prova a creare qualcosa di artistico, di creativo.
Nel mio caso, ormai dopo oltre dieci anni, direi che posso ridurre il tutto a un'unica parola: scrivere. In fondo non è importante se è per un racconto o un libro, per un pezzo su questo blog o un commento, più o meno ragionato su un social network, alla fine tutto si traduce nel desiderio di esprimersi, con le parole, con l'istinto di mettere una dopo l'altra pensieri e frasi. E quando gli impedimenti, i guasti o anche solo la mancanza di tempo te lo impediscono, si entra in un'apnea insostenibile.
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