Durante una serata tra i mille discorsi a braccio intrapresi è venuta fuori questa domanda, apparentemente innocente, ma dai risvolti tutt'altro che scontati. Il mio interlocutore argomentava la cattiveria come una diretta trasformazione della paura, della solitudine, instillata molto spesso da un senso di inadeguatezza nei confronti del mondo circostante. Io, forte delle mie esperienze, sostenevo invece che è un tratto distintivo che non ha bisogno di particolari stimoli per germogliare. Credo sia più una naturale predisposizione al desiderio più o meno inconscio di rivalsa verso il prossimo, di dimostrazione di un potere effimero quanto potente, basato sulla calunnia, o con gesti gratuiti che non fanno altro che isolarci vicendevolmente. Non so chi abbia ragione, credo in buona misura entrambi, ma vorrei citare il pensiero di Ryū Murakami, scrittore, sceneggiatore e regista giapponese: La cattiveria nasce da sentimenti negativi come la solitudine, la tristezza e la rabbia. Viene da un vuoto dentro di te che sembra scavato con il coltello, un vuoto in cui rimani abbandonato quando qualcosa di molto importante ti viene strappato via.
Chissà se usciremo da questo vuoto, un giorno...
domenica 8 gennaio 2012
sabato 7 gennaio 2012
Giocare di Ruolo - Il colpo di scena
Durante una sessione di gioco è una delle peculiarità più difficili a mio avviso da realizzare, sopratutto con giocatori avvezzi a ogni tipologia di avventura. Un giocatore esperto non si può facilmente impressionare o stupire con qualche 'effetto pirotecnico' senza rischiare di cadere nel banale.
Di solito preferisco creare queste situazioni con personaggi non giocanti (o PNG, come tanto si usa nel gergo dell'ambiente ludico) del tutto insospettabili.
Il bambino apparso occasionalmente durante un innocente dialogo, la cuoca di un'astronave, insomma l'apparente ignaro personaggio a cui normalmente i giocatori non danno peso, o di cui si fidano o che ritengono inoffensivo.
Giusto nell'ultima sessione di gioco i miei ignari partecipanti si sono ritrovati con una prova scottante in mano verso un PNG di cui si fidavano, ma che in realtà nasconde chissà quali oscuri piani. Vedremo come se la caveranno prossimamente, ma di sicuro non avranno vita facile...
Di solito preferisco creare queste situazioni con personaggi non giocanti (o PNG, come tanto si usa nel gergo dell'ambiente ludico) del tutto insospettabili.
Il bambino apparso occasionalmente durante un innocente dialogo, la cuoca di un'astronave, insomma l'apparente ignaro personaggio a cui normalmente i giocatori non danno peso, o di cui si fidano o che ritengono inoffensivo.
Giusto nell'ultima sessione di gioco i miei ignari partecipanti si sono ritrovati con una prova scottante in mano verso un PNG di cui si fidavano, ma che in realtà nasconde chissà quali oscuri piani. Vedremo come se la caveranno prossimamente, ma di sicuro non avranno vita facile...
giovedì 5 gennaio 2012
La tecnologia ora è proprio di tutti...
Proprio oggi ho saputo che una mia cara amica si è iscritta su Twitter. La cosa in sé non dovrebbe destare nessun scalpore, ma se penso che la persona in questione ha sempre denigrato e schifato tutto quello che era legato alla tecnologia e ai computer in particolare c'è veramente di che stupirsi.
E' bastato regalarle un iPad, lasciandole scoprire le meraviglie di un'interfaccia veramente user friendly e i passi successivi sono stati del tutto naturali, fino ad arrivare, come logica e semplice conseguenza, al mondo dei 'cinguettii'.
Che dire, se non 'Welcome' tra noi tecnocrati, sperando che questo innamoramento sia duraturo e le permetta di comprendere come lo strumento informatico possa essere utile, produttivo e anche divertente, senza però cadere nella paranoia dei molti 'dipendenti cronici' che affollano ogni nuova innovazione.
E' bastato regalarle un iPad, lasciandole scoprire le meraviglie di un'interfaccia veramente user friendly e i passi successivi sono stati del tutto naturali, fino ad arrivare, come logica e semplice conseguenza, al mondo dei 'cinguettii'.
Che dire, se non 'Welcome' tra noi tecnocrati, sperando che questo innamoramento sia duraturo e le permetta di comprendere come lo strumento informatico possa essere utile, produttivo e anche divertente, senza però cadere nella paranoia dei molti 'dipendenti cronici' che affollano ogni nuova innovazione.
mercoledì 4 gennaio 2012
Perché la vita deve sempre essere in salita?
Quando uno si sofferma sul passato e ripensa a quanta fatica si debba spendere per ottenere dei risultati miseri, se non addirittura dei fallimenti, ci si chiede il perché di tutto questo viaggio tortuoso.
Sia esso legato al cammino amoroso, o alla propria affermazione personale, nella carriera piuttosto che nelle aspirazioni artistiche, personalmente ho sempre trovato difficoltà insormontabili e senza apparenti spiegazioni.
Il diniego, o peggio, la mancanza totale di risposte non sono mai bene accette da nessuno, figurarsi da chi si scervella e si prodiga per dare il massimo di sé in ogni frangente.
A volte bisognerebbe spegnere le meningi e limitarsi ai piccoli obbiettivi che per molti, purtroppo, sono più che sufficienti per trascinarsi in questa vita.
"In quale locale devo andare questa sera?"
"Che vestito metto oggi?"
Forse hanno ragione loro, oppure sono io quello che non ha capito niente della vita, che in fondo è stupido lottare per qualcosa di irraggiungibile, ma l'indole è difficile da dominare.
Se non sono in salita non mi sento vivo, e anche se sicuramente in futuro riceverò altri dinieghi, altre mancate risposte, continuerò a lottare perché è così che mi sento appagato, in una vita da guerriero che nonostante le cicatrici e le ferite mai rimarginate, va avanti e lotta per sentirsi vivo.
Sia esso legato al cammino amoroso, o alla propria affermazione personale, nella carriera piuttosto che nelle aspirazioni artistiche, personalmente ho sempre trovato difficoltà insormontabili e senza apparenti spiegazioni.
Il diniego, o peggio, la mancanza totale di risposte non sono mai bene accette da nessuno, figurarsi da chi si scervella e si prodiga per dare il massimo di sé in ogni frangente.
A volte bisognerebbe spegnere le meningi e limitarsi ai piccoli obbiettivi che per molti, purtroppo, sono più che sufficienti per trascinarsi in questa vita.
"In quale locale devo andare questa sera?"
"Che vestito metto oggi?"
Forse hanno ragione loro, oppure sono io quello che non ha capito niente della vita, che in fondo è stupido lottare per qualcosa di irraggiungibile, ma l'indole è difficile da dominare.
Se non sono in salita non mi sento vivo, e anche se sicuramente in futuro riceverò altri dinieghi, altre mancate risposte, continuerò a lottare perché è così che mi sento appagato, in una vita da guerriero che nonostante le cicatrici e le ferite mai rimarginate, va avanti e lotta per sentirsi vivo.
lunedì 2 gennaio 2012
Faith Empire Board Game - Iniziamo dalla scatola...
Da qualche settimana sto lavorando alla stesura del regolamento del nuovo gioco da tavolo che, grazie ad un nuovo servizio di Priut of Demand, saremo in grado di produrre.
E' un sogno che, insieme al Card Game, richiederà molto tempo per essere realizzato, ma visto che in questi giorni sono a casa, ho approfittato di un po' di tempo per dedicarmi al 3d e a quella che dovrebbe essere l'illustrazione della scatola.
Visto che il gioco verterà sulla conquista planetaria, il soggetto è quasi scontato, ma siamo solo a una prima bozza iniziale.
Intanto dovrò cominciare il lunghissimo lavoro di playtesting, e avrò tutto il tempo per rifinire questo tipo di dettagli. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare...
E' un sogno che, insieme al Card Game, richiederà molto tempo per essere realizzato, ma visto che in questi giorni sono a casa, ho approfittato di un po' di tempo per dedicarmi al 3d e a quella che dovrebbe essere l'illustrazione della scatola.
Visto che il gioco verterà sulla conquista planetaria, il soggetto è quasi scontato, ma siamo solo a una prima bozza iniziale.
Intanto dovrò cominciare il lunghissimo lavoro di playtesting, e avrò tutto il tempo per rifinire questo tipo di dettagli. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare...
sabato 31 dicembre 2011
Faith Empire 2011 - E' tempo di bilanci...
Con oggi si è chiuso un altro anno di attività, con qualche piccola soddisfazione, e con tanti sogni nel cassetto ancora da realizzare.
L'uscita di un nuovo romanzo, di un manuale di gioco e la prossima uscita del Card Game ci hanno tenuto impegnati in questo 2011 e per buona parte dei prossimi mesi, già a partire da Marzo, con l'appuntamento programmato per Play 2012.
Sicuramente avremmo voluto fare di più, ma una piccola realtà come la nostra, fatta di appassionati sempre in lotta con le esigue finanze (per non dire inesistenti...) ci ha permesso comunque di arrivare sin qui con qualche freccia al nostro arco, in un contesto ludico italiano non sempre favorevole per le produzione indie. Colgo l'occasione per ringraziare tutto lo staff e i collaboratori che in più occasioni hanno contribuito quest'anno come in passato a fare grande il nostro piccolo sogno. Speriamo in futuro di fare ancora meglio, e soprattutto di far divertite coloro che si avvicineranno al nostro universo oscuro. Buon 2012...
L'uscita di un nuovo romanzo, di un manuale di gioco e la prossima uscita del Card Game ci hanno tenuto impegnati in questo 2011 e per buona parte dei prossimi mesi, già a partire da Marzo, con l'appuntamento programmato per Play 2012.
Sicuramente avremmo voluto fare di più, ma una piccola realtà come la nostra, fatta di appassionati sempre in lotta con le esigue finanze (per non dire inesistenti...) ci ha permesso comunque di arrivare sin qui con qualche freccia al nostro arco, in un contesto ludico italiano non sempre favorevole per le produzione indie. Colgo l'occasione per ringraziare tutto lo staff e i collaboratori che in più occasioni hanno contribuito quest'anno come in passato a fare grande il nostro piccolo sogno. Speriamo in futuro di fare ancora meglio, e soprattutto di far divertite coloro che si avvicineranno al nostro universo oscuro. Buon 2012...
giovedì 29 dicembre 2011
Giocare di ruolo - Il senso d'impotenza...
Durante un paio di sessioni dell'avventura che sto sviluppando, in vista di una nuova pubblicazione, mi ha permesso di provare uno degli aspetti spesso poco sfruttati, ma almeno a mio giudizio piuttosto interessanti durante una campagna, in Faith Empire, e più in generale, nel gioco di ruolo.
L'assoluta assenza di indizi o di situazioni di pericolo.
La mancanza di qualche appiglio di indagine.
Insomma, il brancolare nel buio alla ricerca di un qualcosa che di fatto non c'é o meglio non si manifesta subito.
A prima vista può sembrare noioso il girovagane senza nessuna risposta in un luogo, sia esso un bosco medioevale, o un complesso di una stazione spaziale, senza cavare un ragno dal buco, ma questa fase interlocutoria ha uno scopo ben preciso: assaporare l'azione, che di lì a poco si scatenerà, ma sopratutto limitare l'idea di onnipotenza che ogni giocatore ha un po' del suo personaggio, al momento della sua creazione e intepretazione. La frustrazione derivata noto che in qualche modo rende più credibile i successi e le sconfitte che il giocatore dovrà affrontare. Inoltre, l'effetto 'quiete prima della tempesta' ha sempre un effetto suggestivo, sicuramente molto gratificante per il Master. Vedremo ora se i baldi eroi riusciranno a proseguire nella loro impresa, io intanto mi beo del fatto di averli coinvolti al punto giusto...
L'assoluta assenza di indizi o di situazioni di pericolo.
La mancanza di qualche appiglio di indagine.
Insomma, il brancolare nel buio alla ricerca di un qualcosa che di fatto non c'é o meglio non si manifesta subito.
A prima vista può sembrare noioso il girovagane senza nessuna risposta in un luogo, sia esso un bosco medioevale, o un complesso di una stazione spaziale, senza cavare un ragno dal buco, ma questa fase interlocutoria ha uno scopo ben preciso: assaporare l'azione, che di lì a poco si scatenerà, ma sopratutto limitare l'idea di onnipotenza che ogni giocatore ha un po' del suo personaggio, al momento della sua creazione e intepretazione. La frustrazione derivata noto che in qualche modo rende più credibile i successi e le sconfitte che il giocatore dovrà affrontare. Inoltre, l'effetto 'quiete prima della tempesta' ha sempre un effetto suggestivo, sicuramente molto gratificante per il Master. Vedremo ora se i baldi eroi riusciranno a proseguire nella loro impresa, io intanto mi beo del fatto di averli coinvolti al punto giusto...
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